Sicurezza
Tulli è entrato in forma e insegue la doppia cifra
L’attaccante, a quota 3 reti, vuole avvicinare i compagni Perez e Favasuli a 5 «Il gioco voluto dal tecnico consente a tanti di noi di arrivare al tiro»
PISA. Accanto ai due capocannonieri Perez e Favasuli (5 reti a testa) c’è un terzo incomodo con il piede caldo. Niente male i 3 centri di Giacomo Tulli, tutti di ottima fattura, da parte di un giocatore partito ad handicap dopo l’intervento chirurgico estivo all’appendice.
Tulli, a che punto sei fisicamente e mentalmente?
«Mi sento bene, mentalmente e fisicamente. Siamo tutti in forma, come si vede nei secondi tempi, quando cresce la nostra spinta».
Parliamo di partner offensivi: meglio con Abbruscato (tuo ex compagno a Vicenza) o con Perez?
«Con Perez, che è giovane come me. Ci diamo una mano a vicenda».
E tra Perez e Scappini che differenze ci sono?
«Sono simili. Due prime punte. Perez è più forte fisicamente, Scappini più tecnico. Mi trovo bene con entrambi. Due ottimi calciatori che capiscono in fretta le giocate».
Perez e Favasuli a 5 gol, te a 3: un trio di nerazzurri andrà in doppia cifra?
«Me lo auguro. Comunque l’importante è vincere le partite. Non importa chi segna».
Qual è il segreto di un attacco così prolifico?
«Il gioco che il mister ci fa praticare. Siamo in tanti ad arrivare alla conclusione: non solo il centravanti, ma anche gli inserimenti di Buscè, Rizzo e Benedetti, che a Padova ha segnato».
E ora la Nocerina, per vincere la seconda gara di fila in casa: è dura mentalmente riuscire a mantenere certi ritmi?
«Bisogna rimanere con i piedi per terra e continuare a lavorare. Nel calcio è facile arrivare in alto e altrettanto cadere».
Hai affrontato la Nocerina in serie B?
«Sì. Ricordo una squadra ostica, cattiva. Non so quanti giocatori siano rimasti dalla scorsa stagione. Avendo perso 4-1, la Nocerina verrà agguerrita all’Arena».
Usciamo un attimo dal terreno di gioco: cosa fa Tulli quando non gioca?
«Suono la chitarra, leggo libri thriller e sto in compagnia».
Sei celiaco: vista la tua intolleranza al glutine, il cuoco ti deve coccolare un po’…
«Ogni volta in ritiro mi viene servita una pasta diversa rispetto a quella che mangiano i miei compagni».
Una beffa in famiglia: i tuoi genitori sono i titolari di una pasticceria…
«Un controsenso. Non posso mangiare nulla. Ormai ci sono abituato. È così da 13 anni».
Massimo Berutto
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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