Il Tirreno

Pisa

Alla Soccer School lo psicologo sostiene il mister

Alla Soccer School lo psicologo sostiene il mister

Il lavoro dei corsisti sul campo viene filmato e poi l’esperta analizza i loro comportamenti

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. Pisa Soccer School avanti tutta. Dopo la “promozione” fatta da Roberto Baggio nella sua querelle con la Federcalcio, poi rientrata, il progetto ideato da Adriano Bacconi prosegue e vuole abbattere altre barriera. Ad esempio, quello del rapporto tra allenatore di calcio e psicologia sportiva. La Soccer School, terminato il primo corso di base, si sta radicando sul territorio grazie al lavoro che i tanti istruttori stanno facendo quotidianamente presso le società pisane affiliate. Il corpo docente segue da vicino l’attività dei corsisti anche attraverso il supporto video che gli stessi allenatori producono. Analizzare le esperienze, razionalizzare i comportamenti ed apportare i giusti correttivi sono alcuni dei compiti intrapresi dalla dott.ssa Gladys Bounous, docente della Pss per l’area psicologica.

Quanto è importante, dottoressa, la lettura psicologica degli atteggiamenti dell’istruttore con i bambini?

«Questa materia costituisce un’area importante della didattica della Pss: cerchiamo di far capire agli allenatori l’impatto psicologico che il loro lavoro ha sui ragazzi».

Qual è la metodologia che utilizzate e perché i vostri corsisti si trovano ad affrontare un monte ore cospicuo sul tema della psicologia sportiva?

«Nel corso base forniamo un training in cui l’allenatore diventa consapevole di ciò che fa (o non fa) e quali effetti questi comportamenti hanno sui bambini. I corsisti sono stati impegnati in diverse sessioni teoriche e pratiche di osservazione comportamentale: una metodologia di allenamento mentale che all’estero è già ampiamente documentata».

Di cosa si tratta?

«Si parte da un concetto molto noto nello sport: la video analysis. Lo zoom della telecamera è puntato sul mister invece che sui ragazzi. L’allenatore viene così filmato in allenamento ed esaminato attraverso un software, adattato dal team di B-Skilled di cui sono referente, con una griglia di rilevazione di circa 30 schemi comportamentali. Riusciamo così ad evidenziare aspetti salienti dell’atteggiamento del mister, mostrando i punti critici su cui andare a lavorare».

Quali sono gli aspetti che più prendete in considerazione per la vostra analisi?

«Ci basiamo su parametri come l’età degli atleti, l’obiettivo didattico e la relazione instaurata. Non ci troviamo d’accordo nel fornire un “decalogo” dell'allenatore dove c’è scritto cosa è giusto e cosa no. Lo riteniamo un metodo poco rispettoso della professionalità dei nostri corsisti. E poi alcuni atteggiamenti in un determinato contesto possono essere poco funzionali, in altri, cambiando le variabili, diventano essenziali».

Attraverso questi strumenti quali consigli lo psicologo sportivo può dare all’istruttore?

«Soprattutto possiamo dare un feedback specifico, basato su dati certi e non solo sulle sensazioni o sull’esperienza dello psicologo».

La sperimentazione che farete nei prossimi mesi in cosa consiste?

«Alla fine del primo corso sono stati selezionati 10 allenatori che in questi mesi hanno accettato di filmarsi e sottoporre questi filmati alla video analisi. Da questo studio pilota stanno arrivando i primi dati interessanti e prossimamente vorremmo coinvolgere anche allenatori che non hanno ancora affrontato il percorso formativo Pss per valutare eventuali differenze». L’innovazione della Pss passa anche da qua: cerca di dimostrare, dati alla mano, quanta importanza ha l’attività dell’allenatore sulla psiche dei giovani calciatori.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web