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Ferrigno: il Pisa può vincere il girone

di Massimo Berutto
Ferrigno: il Pisa può vincere il girone

L’ex trequartista, ora direttore sportivo del Messina, ricorda le emozioni del suo campionato sotto la Torre

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PISA. Pisa-Catanzaro è il “derby del cuore” per Fabrizio Ferrigno. Due promozioni in B (in Calabria nel 2003-04 e in Toscana 3 anni dopo) ottenute dal genio e dalla scaltrezza del fantasista napoletano sotto la regia di Braglia. Appese le scarpette al chiodo Ferrigno è il direttore sportivo del Messina, dopo le esperienze a Perugia (con Covarelli) e Milazzo.

Fabrizio, Pisa-Catanzaro cosa ti ricorda?

«Tanto. Ho lasciato un bel ricordo in entrambe le città. A Catanzaro sono stato per tantissimi anni, mentre a Pisa solo per una stagione. La mia speranza è che il Pisa possa arrivare in altre categorie e che io possa tornare a lavorare da voi».

Sono state le vittorie più importanti della tua carriera?

«Ho vinto tre campionati, ma farlo da capitano di tante battaglie è tutta un’altra cosa. Sia Pisa che Catanzaro non tornavano in serie B da oltre 10 anni».

Quale delle due città rispecchia maggiormente il tuo modo di essere?

«Pisa. Lì sono stato un solo anno, ma è stato speciale. Ho dato tutto quello che avevo: ebbi tanti infortuni, ma riuscivo sempre a recuperare in extremis spinto dal gruppo, dallo stadio e dalla gente».

Da addetto ai lavori come giudichi Pisa e Catanzaro?

«Non mi piace come è stato costruito il Catanzaro: l’allenatore pratica un modulo, mentre i giocatori ne fanno un altro. Non ho ancora visto il Pisa, ma so che sta facendo bene. Secondo me ha tutte le carte in regola per vincere il campionato».

Veniamo a te: dopo Perugia e Milazzo, Messina può essere il tuo trampolino?

«Sicuramente. Qua ci sono 30 giornali, 10 televisioni. I tempi della serie A non sono così lontani, quando c’erano giocatori che sono stati in Nazionale. Per me una bella gatta da pelare».

Come hai fatto a portare Leon in serie D?

«È stato un bel colpo, come quello di trattenere Giorgio Corona, che aveva molte richieste, e di acquistare Ignoffo, sceso dalla C1. Allo stadio abbiamo 5-6mila persone e 3-400 anche in trasferta».

Ancora si trovano in rete le tue colorite dichiarazioni sul pubblico di Milazzo, che secondo te avrebbe voluto Ibrahimovic in Sicilia…

«Già da calciatore ero molto schietto e anche ora che sono direttore dico chiaramente le cose che non mi piacciono».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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