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Il Pisa si prepara agli straordinari

di Massimo Berutto
Il Pisa si prepara agli straordinari

Per i nerazzurri possibili cinque partite nel giro di venticinque giorni: dipenderà dal risultato di Coppa

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PISA. Cinque incontri in ventitre giorni? Può darsi, o forse sei gare in venticinque dì. Il tour de force in meno di un mese potrebbe essere ancora più duro rispetto al previsto. Un cinque più uno che per i nerazzurri non sarebbe particolarmente fortunato. Di sicuro il Pisa dovrà affrontare 4 partite di campionato, di cui 3 in casa (con Catanzaro, Nocerina e nel posticipo del 19 novembre contro il Sorrento) e una in trasferta (sul campo del Frosinone). Certamente il team di Pane se la vedrà in Coppa con il Lumezzane il giorno 7 ancora all’Arena (anche il manto dello stadio dovrà fare gli straordinari).

Il dubbio. Ma gli impegni potrebbero non interrompersi qui prima della seconda di sette pause stagionali: se il Pisa non prevalesse sulla compagine bresciana, secondo calendario dovrebbe tornare in campo mercoledì 21 novembre a Bassano del Grappa. Se invece vincesse, l’appuntamento in Veneto sarebbe rimandato al 5 dicembre. Quindi in caso di mancato successo infrasettimanale il Pisa dovrà giocare due volte in 48 ore, o anche meno, tra la notturna di Sorrento e il mercoledì di Coppa (ma, nel caso, chiederà lo spostamento a giovedì). E il turn over sarebbe quasi inevitabile, anche se quella gara sarebbe (come Pisa-Carpi) l’ultima prima di un’altra domenica senza campionato. Lo stop non potrà indurre ad un rinvio alla domenica, perché la Seconda divisione non si fermerà il 25 novembre e il Bassano quel giorno giocherà con il Casale.

Regolamento. Perché questo regolamento? È il risultato del confronto di Pisa-Lumezzane a determinare la collocazione temporale dei successivi due incontri del girone: l’intento è di mantenere in bilico la qualificazione fino all’ultima giornata. Se per assurdo la vincente tra toscani e bresciani tornasse subito in campo contro il Bassano e dovesse avere nuovamente la meglio, renderebbe puramente accademica l’ultima sfida. Ecco che la vittoriosa salta un turno, come nei tornei estivi di 45’.

Da maratona a staffetta. Un incontro in più o in meno fa poca differenza: resta un supertour de force. Poi il campionato si fermerà. Sette sono le interruzioni perché il calendario è calibrato sull’altro girone. Dunque per quattro domeniche scenderanno in campo solo le formazioni del raggruppamento A, più per tutti la chiusura di fine anno e le canoniche due pause (alla fine di gennaio e di marzo). Ecco perché nel girone B ci si rilasserà più o meno una volta al mese. L’imperativo è chiaro: sparare tutte le proprie energie in un lasso di tempo relativamente breve e poi rifiatare in attesa della successiva frazione. Se la serie B è paragonata ad una maratona, la Lega Pro nel girone B per certi versi è più simile ad una staffetta, in un ideale passaggio di testimone tra le diverse fasi della stagione. Tutto da valutare l’impatto sui giocatori, visto che neppure quelli di serie A, che affrontano la Champions, sono abituati ad una simile distribuzione dello sforzo.

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