Gioco
Il club giallorosso sospetta una combine nei playoff 2010
PISA. Pisa e Catanzaro hanno in comune gloriosi trascorsi in serie A e un recente passato molto doloroso che fa ancora discutere. Un occhio in avanti alla partita di domenica e uno indietro per non...
PISA. Pisa e Catanzaro hanno in comune gloriosi trascorsi in serie A e un recente passato molto doloroso che fa ancora discutere. Un occhio in avanti alla partita di domenica e uno indietro per non dimenticare. Sullo sfondo due fallimenti societari tornati prepotentemente di attualità. È notizia di pochi giorni fa la mozione approvata dal Consiglio Comunale di Palazzo Gambacorti per chiedere alla Figc il riconoscimento di un danno sportivo nel caso risultasse una combine nella gara fra Albinoleffe e Ancona del 2009, un 3-4 che determinò la retrocessione dell’allora Pisa Calcio e a cascata il suo fallimento finanziario.
Nelle stesse ore l’avvocato Sabrina Rondinelli, legale dell’ Us Catanzaro Calcio, annunciava pubblicamente che avrebbe sporto denuncia alla Procura della Federcalcio sulla sospetta irregolarità della finale playoff disputata nel 2010 in Seconda Divisione dall’allora FC Catanzaro al Flaminio di Roma contro l’Atletico e persa dai calabresi per 4-0. Un risultato clamoroso che permise ai capitolini di ribaltare la sconfitta per 4-2 dell’andata e di salire in C1. Per il Catanzaro l’anticamera del fallimento, maturato durante l’annata successiva. Alla base della denuncia, la presenza nella squadra giallorossa di ben 13 giocatori ora indagati per la presunta stipula di contratti fittizi. Fra questi calciatori figura anche l’ex nerazzurro Manolo Mosciaro, che pochi mesi dopo passò al Pisa via Grosseto.
Massimo Berutto
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