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Il pisano Amedeo Tessitori è la nuova stella del basket
Nato in città e cresciuto a Castelfranco, 18 anni appena compiuti, è alto 2,05 Gioca in A2 nel Forlì e ha già indossato la casacca azzurra Under 18 e Under 20
PISA. È nata a Pisa la grande promessa del basket italiano. Amedeo Tessitori, 18 anni compiuti lo scorso 7 ottobre, 205 centimetri di altezza, è una stella nel panorama cestistico nazionale e per lui si pronostica un fulgido avvenire. Già indossata la maglia azzurra agli Europei under 18 e under 20. Poche settimane fa il passaggio dalla Virtus Siena (retrocessa in B1) alla serie A1 nella Dinamo Sassari, che lo ha mandato a maturare in A2 a Forlì. Un acquisto che ha fatto scalpore, dando la stura ad una miriade di articoli giornalistici, in ciascuno dei quali non mancava il riferimento a Tessitori come al «cestista pisano». A Pisa non ha mai giocato, ma non disconosce il legame con una città a cui sicuramente dà lustro con le sue prestazioni.
Amedeo, come ci si sente ad essere considerato una grande promessa del basket italiano?
«Sono molto orgoglioso. Il problema è che molta gente pretende che tu mantenga le promesse fatte, quindi c’è molta pressione».
In quasi ogni articolo sei definito il cestista pisano: qual è il tuo legame con la nostra città?
«Sono nato a Pisa, però non ci ho mai vissuto. Sono scresciuto a Castelfranco. Ma a Pisa sono molto legato, dato che ci vengo spesso, sia per ammirare la bellissima Piazza dei Miracoli sia per fare un giro la sera. Sono orgogliosissimo di essere pisano e, quindi, toscano. Appena ho un po’ di tempo libero o giorni di riposo cerco sempre di tornare».
Non hai mai giocato in squadre della città e sei «scappato» giovanissimo dalla nostra provincia…
«Non direi scappato: l’ho fatto perché volevo provare nuove esperienze che, se fossi rimasto a casa, non avrei potuto fare».
Puoi ripercorrere le tappe della tua breve carriera?
«Ho iniziato a giocare in una piccola società di Fucecchio, poi sono andato a Pontedera, Castelfranco, a Montecatini e quindi a Siena, dove ho vinto lo scudetto Under 15. Nel mio terzo anno a Siena ho iniziato a giocare in prima squadra nella Virtus, dove abbiamo vinto la Coppa Italia (Tessitori è stato eletto MVP, miglior giocatore del torneo, ndr), anche se ahimè siamo retrocessi. Nello stesso anno con la squadra Under 17 abbiamo vinto lo scudetto e con l’Under 19 siamo arrivati secondi. Nel quarto anno a Siena ho avuto un ruolo importante in A dilettanti, con un minutaggio abbastanza alto».
Vista l’altezza, la scelta del basket è stata automatica, o hai praticato e ami altri sport?
«Ho iniziato a praticare basket perché tutti e due i miei fratelli giocavano e così é nata la passione per questo sport. Altre discipline che mi piacciono sono il tennis e il beach volley».
Tuo fratello Alessio gioca in B2 a Cecina: la pallacanestro è una questione di famiglia?
«Il primo ad introdurre il basket in famiglia è stato mio fratello Alberto. Alessio lo ha seguito e io ho fatto lo stesso».
Quanto incide la professione sulla vita di un ragazzo di diciotto anni?
«Abbastanza, perché il tempo viene ridotto notevolmente. Però il modo per studiare si trova, sacrificando anche qualche uscita con gli amici».
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