Il dolore
Pisa, Sabato chiede forza ed equilibrio
Il difensore: lo spogliatoio sa che le prossime partite conteranno davvero molto. In notturna la gara con il Sorrento
PISA. Rientrare a 18 giorni dall’operazione all’appendice è roba quasi da uomo bionico. Rocco Sabato ha ridotto al minimo la propria assenza per non lasciare sguarnito il reparto difensivo, dove lui e Colombini sono le uniche chiocce. Grande abnegazione e un piede sinistro capace di sfoderare parabole che solo i legni riescono ad infrangere.
Rocco, come hai fatto a tornare in campo così presto?
«L’operazione è andata bene e sono ripartito nel migliore dei modi. Non mi aspettavo neppure io di essere pronto già per la gara di Coppa Italia con il Rimini».
Addirittura sei riuscito a disputare 2 ore di gioco (90’ tutti d’un fiato contro la Carrarese) in 4 giorni…
«Dopo 2 settimane di inattività avevo perso qualcosa in termini di brillantezza, ma non a livello di tenuta. Il lavoro svolto in precedenza è servito».
Si pensava che potessi recuperare completamente solo a novembre e invece…
«Fisiologicamente sarebbero serviti 20 giorni di riposo. Prima di rientrare in campo ho consultato il professor Ugo Boggi, che ringrazio insieme al suo staff, e con l’aiuto del nostro staff medico sono riuscito a far presto».
Sei il secondo giocatore ad operarti per il medesimo motivo: da cosa può dipendere questa “epidemia” di appendicite?
«Ne avevo sentito parlare per i bambini. Ci abbiamo scherzato sopra nello spogliatoio: in due mesi siamo finiti sotto i ferri sia io che Tulli».
Sei rientrato bene e addirittura hai sfiorato la rete su punizione…
«Ci ho provato e c’ero quasi riuscito. Ho calciato fin troppo bene. Avrò altre occasioni di tirare punizioni e posso sperare di segnare qualche gol. Mi è sempre piaciuto fermarmi dopo gli allenamenti per esercitarmi con le punizioni».
Difensore centrale e battitore di calci piazzati: ti senti il Mihajlovic della serie C?
«Lui era straordinario perché garantiva 5-6 reti in ogni stagione».
Te di solito calci a giro o applichi anche la tecnica “delle tre dita” come l’ex interista?
«Mihajlovic le calciava un po’ in tutti i modi. Volando basso, anche la mia tecnica è simile».
Peccato non averlo incontrato nella tua permanenza a Catania…
«Lui è arrivato dopo la mia partenza. Averlo avuto come allenatore mi sarebbe stato sicuramente di aiuto».
Veniamo alla difesa: Pane ha dichiarato che il Pisa è una squadra che gioca all’attacco, dunque qualche gol subìto è da mettere in conto…
«Il mio pensiero è lo stesso. Da 2-3 mesi la squadra sta facendo notare che ama giocare la palla. Le azioni sono costruite da dietro per mettere gli attaccanti nelle migliori condizioni. In questo modo puoi rischiare qualcosa in più. Comunque il primo pensiero dei difensori resta quello di non far segnare gli avversari. Bisogna mantenere equilibrio».
Il primo alleato della retroguardia può essere il ritrovato Mingazzini, nel suo ruolo di schermo centrale…
«Lui è uno dei giocatori più importanti di questa squadra. Adesso è tornato in buone condizioni, come Tulli e me. Credo che con l’apporto di tutti ci possiamo togliere grandi soddisfazioni».
Ad un punto dalla vetta voi anziani siete costretti a fare i pompieri in uno spogliatoio di giovani?
«Per carattere non mi faccio trascinare dagli eventi positivi o negativi. Stiamo facendo bene, ma dobbiamo mettere subito da parte le gare giocate».
Quando non gioca o in generale nel tempo libero cosa fa Rocco Sabato?
«Niente di particolare. Mi piace stare in casa, navigare su internet, leggere qualche libro e andare a cena fuori con gli amici».
In Paganese-Pisa ritroverai qualche vecchio amico o avversario?
«La Paganese ha un buon organico. Ho incontrato qualche volta giocatori come Fusco e Fava: elementi d’esperienza per la categoria».
Secondo te, che due anni fa hai affrontato la Paganese con il Sorrento, quale clima troverete allo stadio?
«Rispetto a 20-30 anni fa la situazione è completamente cambiata. Comunque Pagani rimane un campo ostico. Dovremo avere testa e occhi ben aperti».
La formazione. Puntare su un Tulli ritrovato o varare un assetto più compatto a metà campo? Pane ci sta pensando. Nel secondo caso la soluzione sarebbe quella di Perez punta unica e Rizzo tra le linee.
In notturna col Sorrento. L'ufficio agonistica della Lega Pro ha ufficializzato lo spostamento a lunedì 19 novembre della gara Pisa-Sorrento, che dunque si disputerà all'Arena in notturna nel classico 'monday night' trasmesso in diretta tv dalle telecamere di Rai Sport Sat con inizio alle ore 20.45
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