Sicurezza
Messaggio per i nerazzurri occhio alle buche nel prato
Romondini, centrocampista della Paganese: abbiamo un pubblico molto caldo e un terreno con qualche problema. Al Pisa toglierei Rizzo, uno davvero bravo
PISA. Fabrizio Romondini, centrocampista romano, classe 1977, parla a tutto campo della gara tra Paganese e Pisa.
Come sta andando la tua esperienza a Pagani?
«Bene, perchè dopo un ottimo campionato lo scorso anno, sono riuscito a rimanere in categoria, nonostante l’età e ciò non è poco. La Paganese è una società seria, dove c’è un bel gruppo di giocatori e un allenatore, Grassadonia, giovane ed ambizioso».
Qual è il vostro obiettivo?
«Raggiungere la quota salvezza prima possibile per poi fare qualcosa di grande. A livello di punti qualcosa manca, vedi l’ultima partita a Prato, dove, nonostante abbiamo perso, abbiamo avuto quattro o cinque occasioni da gol mancate davanti al portiere».
Il Pisa verrà a Pagani dopo più di 30 anni: che ambiente troverà come squadra e pubblico?
«Troverà un pubblico abbastanza caldo che anche ultimamente ci ha seguito numeroso, un campo che, come terreno, però non è all’altezza: ci sono parecchie buche e non è al cento per cento. Un ambiente però non ostile, che cercherà di trascinare la squadra alla vittoria dopo l’immeritata sconfitta di Prato».
Quanto conosci la squadra e la piazza di Pisa?
«Una piazza importantissima, dove ogni giocatore vorrebbe giocare. Conosco Luca Rizzo, con il quale ho giocato nel Pergocrema: è un giocatore su cui una società deve puntare perché ha corsa e tecnica. Il Pisa poi è la squadra più in salute del momento: va in gol con qualsiasi giocatore che sia di centrocampo o difesa, non solo dell’attacco».
Non ti sarai certo dimenticato la gara dei playoff quando hai affrontato il Pisa con la maglia del Venezia perdendo…
«Me li ricordo. Segnai l’1-0 nella regular season e vincemmo all’ultimo minuto».
Al Pisa chi toglieresti?
«Per la grande stima che ho per lui, toglierei Rizzo, che può veramente far male».
Cosa deve temere il Pisa della Paganese?
«Noi puntiamo ad una prestazione come collettivo più che del singolo e da lì possono essere dolori per qualsiasi avversario».
Un giudizio su questo girone B della Lega Pro?
«Sicuramente è uno dei gironi più difficili degli ultimi anni, anche se non ci sono squadre ammazza-campionato».
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