Sicurezza
Lucchesi: sì, quest’anno siamo più forti
Il direttore generale: non lasciamo niente a metà, il Pisa cresce. Lo farebbe più velocemente se qualcuno aiutasse Battini
PISA. Si assottigliano i giorni che ci separano dalla conclusione del mercato estivo e cresce l’attesa di possibili colpi sul filo di lana. Fitto il lavoro sotto traccia del dg Fabrizio Lucchesi, in una rete di rapporti imbastita lungo un ventennio di professione, percorso fra successi ottenuti in tutte le categorie. Una sorta di immenso iceberg sommerso nel mare della riservatezza, da cui improvvisamente sono già emersi come punte d’eccellenza i nomi inattesi di Mingazzini, Sabato e Buscè, quando il Pisa sembrava fermo o orientato verso altri obiettivi.
Direttore, la aspettano ore febbrili da qui a venerdì?
«Saranno ore abbastanza normali. Oltre alla parte aziendale del mio lavoro ci sarà la chiusura del mercato, nella quale però non abbiamo grandi cose da fare. Vorremmo dare spazio a 3-4 ragazzi che potranno far parte del Pisa di domani».
Non ci saranno sorprese o, in quanto tali, è giusto non rivelarle in anticipo?
«Siamo stati abbastanza coerenti rispetto alle cose che abbiamo detto. Noi riteniamo che l’organico sia a posto, ma siamo anche critici con noi stessi e monitoriamo continuamente il nostro lavoro. Noi non abbiamo mai dichiarato qualcosa di diverso rispetto a ciò che poi abbiamo fatto».
Se l’attacco rimarrà così, come verranno distribuiti i 16 gol che Perna ha segnato nella scorsa stagione?
«Perna ha disputato un campionato straordinario, perché prima della scorsa annata aveva realizzato solo 5-6-7 gol. Se ha segnato 16 reti è perché la squadra lo ha permesso. Io penso che la rosa di quest’anno sia superiore a quella dell’anno passato. Noi crediamo che anche gli interpreti del reparto offensivo siano superiori. Ora sta ai ragazzi dimostrare che abbiamo ragione».
Pisa a parte, le ultime ore di mercato cambieranno profondamente il volto del girone B?
«Ci sono 5-6 squadre che si sono mosse bene. Mi vengono in mente Nocerina, Perugia, Benevento, Frosinone e Paganese, ma non vorrei dimenticare qualche società. Questo è il campionato sulla carta, ma sarà il campo a stabilire i veri valori».
In questo mercato penuria di soldi come negli ultimi anni, ma anche pochi scambi…
«È vero, pochi scambi. Quest’anno il mercato è andato più a rilento rispetto alle scorse stagioni. C’è stata una fase iniziale nella quale tutti hanno puntato sui giovani. Quanto agli over il mercato è stato piuttosto lento, ma prevedo un’impennata nel finale».
Veniamo a lei: che differenza c’è fra fare il dg della Roma o della Fiorentina e svolgere la stessa mansione a Pisa?
«Il mestiere è sempre lo stesso. Sono le aziende e gli obiettivi ad essere diversi. A Roma abbiamo provato a vincere un campionato e ci siamo riusciti. A Firenze c’era da ristrutturare una fra le prime 7-8 società d’Italia e lo abbiamo fatto. C’erano i mezzi economici. A Pescara ed Empoli invece non avevamo mezzi. A Pisa abbiamo una programmazione di crescita negli anni, partendo da una proprietà seria e stimata, che porta avanti la politica del fare e non quella dei proclami. Qui non lasciamo nulla a metà: magari facciamo piccole cose, ma le portiamo in fondo. Se qualcuno desse una mano al presidente, il processo di crescita potrebbe essere più veloce. Ma in città non mi sembra ci siano imprenditori pronti ad aiutare Battini».
In C lei ha già vinto il campionato ad Empoli, Palermo e Pescara…
«Ho vinto anche lo scudetto e il campionato di B. Mi manca il torneo di Viareggio. Gli stimoli ci sono. Basta lavorare in C nel modo in cui bisogna operare in C».
Vede a Pisa qualcuno degli ingredienti che sono stati decisivi in altri successi?
«Quando vinci, nell’ambiente si crea una chimica particolare. Le vittorie hanno tanti figli, mentre le sconfitte hanno un solo padre: il direttore. Io mi prendo le mie responsabilità e devo pensare a svolgere bene il mio pezzo di lavoro».
Torniamo al mercato: è riuscito a centrare tutti i suoi obiettivi?
«Avevamo messo nel mirino alcuni giovani e abbiamo preso tutte prime scelte funzionali al nostro gioco. Quanto agli over, non pensavamo di poter arrivare a 2-3 giocatori e invece sono stati acquistati. Si poteva far meglio, ma abbiamo realizzato quello che volevamo. Abbiamo deciso tutto in pieno accordo dopo un confronto fra me, il presidente e l’allenatore. Nessuno ha fatto violenza sugli altri. Abbiamo agito nel rispetto dei nostri parametri tecnici, sportivi e finanziari. Speriamo di aver sbagliato meno possibile, perché non vince chi non commette errori, ma chi sbaglia meno».
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