Gioco
Tessera, una tavola rotonda con gli esperti
L’idea dell’avvocato Andrea Bottone: parliamone per confrontarci e risolvere i problemi
PISA. Tessera del tifoso, anzi Fidelity card: parliamone. Ma parliamone davvero, cercando di fare chiarezza in una situazione ingarbugliata e penalizzante per molti. L’obiettivo? Tornare a riempire l’Arena, nel rispetto dell’ordine pubblico.
«Troppi tifosi nerazzurri, che non hanno commesso nessun atto di violenza o intolleranza né hanno in animo di compierlo, sono ad oggi impossibilitati a fare l’abbonamento, - dice l’avvocato Andrea Bottone, presidente del comitato cittadino che detiene l’1% delle quote del Pisa. - La Tessera non può essere uno strumento di discriminazione».
Bottone sta studiando l’ipotesi di una tavola rotonda di alto livello in città, alla quale sarebbero invitati tifosi, esperti e autorità.
L’avvocato pisano sta contattando in proposito il collega Lorenzo Contucci, esperto di tematiche legali sportive e da tempo fortemente critico nei confronti della Tessera del Tifoso. «Le accuse che muovevamo alla Tessera - ricorda Bottone, - un anno e mezzo dopo sono state confermate dalla magistratura. Ma se il Consiglio di Stato ha bocciato duramente la connessione con i circuiti bancari, la nuova Fidelity card mantiene a nostro avviso dei profili di incostituzionalità palesi, all’interno di una normativa confusa e contraddittoria».
Realmente cosa cambia con questa nuova tessera? «L’unica significativa differenza - ha detto recentemente Contucci intervistato dal sito leccegiallorossa.it - è che sembra sparito il legame “obbligatorio” con la carta di credito. Per il resto è un cambiamento di nome, dovuto al fatto che quello precedente era ed è detestato da molti tifosi».
Perché tanta ositilità dlele autorità verso i carnet di biglietti? «Non c’è nessuna differenza sotto il profilo della sicurezza, che è garantita nel primo caso e nel secondo. La Tessera dovrebbe dare dei vantaggi (file riservate, trattamenti privilegiati ecc.)che sinora le società non sono riuscite a fornire».
Ma com’è in realtà la situazione normativa per chi ha scontato un daspo? «Attualmente, per via della interpretazione che l’Osservatorio dà dell’art. 9 (interpretazione sempre modificabile finché non cambia la legge), chi ha scontato il daspo può avere la tessera del tifoso, e quindi anche il carnet ed anche il singolo biglietto, a meno che – per via di una condanna penale per reati da stadio – non rientri nella famosa black list (quinquennale secondo l’Onms, sine die secondo l’art. 9)».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
