Gioco
Mingazzini: qui per portare il Pisa dove merita
Nel 2010 giocava in A, poi l’infortunio che lo ha frenato: «Ma sono in tempo per recuperare»
PISA. Nicola Mingazzini per tutti è già un leader. Il suo biglietto da visita non è un’ingiallita lista di referenze accumulata in tanti anni fra A e B, ma un presente fatto di palloni e saggezza.
Per come gioca e parla ci ricorda il miglior Antonio Obbedio, altro guerriero rasato, ultimo a mollare nella finale di Bergamo.
Mingazzini invece ha vinto allo stadio Atleti Azzurri d’Italia: a distanza di oltre un lustro, il sito Tutto Atalanta non ha dimenticato gli auguri ad un vecchio beniamino, per il trentaduesimo compleanno, festeggiato il 13 agosto.
Nicola, ti senti già il leader del Pisa?
«Non esageriamo. Sono uno di quei tre-quattro giocatori esperti su cui la società ha deciso di puntare. Sicuramente a livello caratteriale e di caratteristiche recito un ruolo importante e tendo ad avere più responsabilità. Ma non basta un leader: serve un gruppo forte, dove tutti remano dalla stessa parte».
Ti senti più mediano o più regista?
«Mediano davanti alla difesa, nel ruolo che ricopro adesso. Nasco con le caratteristiche di un incontrista. Chiaramente, salendo di categoria, sono stato costretto a migliorare anche nell’impostazione e, scendendo in Lega Pro, posso dare qualcosa anche come qualità. Mister Pane vuole il gioco manovrato palla a terra».
Riuscirai nell’impresa di unire Pisa e Spezia diventando un idolo comune?
«A La Spezia speravano che tornassi. Mi auguro di lasciare un buon ricordo anche qui, centrando l’obiettivo che ci siamo prefissati. Sono sceso di categoria e ho fatto anche un sacrificio economico non certo per disputare un campionato anonimo. Sono venuto per portare il Pisa dove merita. È il traguardo di tutti, compreso il direttore, che è un pezzo da novanta».
Se nel 2010 non ti fossi infortunato alla caviglia, saresti ancora in A?
«Sono stato fermo 8 mesi. Il chirurgo mi ha detto che ho rischiato di non giocare più. Purtroppo mi sono operato nell’anno di scadenza del contratto con il Bologna. Non avevo rinnovato perché dietro di me c’erano squadre che mi avrebbero permesso un ulteriore salto di qualità. E invece mi sono ritrovato all’Albinoleffe, a lottare per la salvezza in serie B. Ma sono ancora in tempo per recuperare».©RIPRODUZIONE RISERVATA
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