Pisa, strategie mirate per i nuovi under
Il caso dei classe 1991 come Sepe e Benedetti. Mercato: si attende ancora l’ok per Sbraga, si riparla di Ganci (Frosinone)
PISA. Archiviata con bilancio positivo anche la seconda amichevole, la squadra nerazzurra pensando alla sfida con il Pontedera, mentre la società continua a cercare (con calma) gli elementi per potenziare o completare la rosa. Ancora un rinvio per l’annuncio di Sbraga e intanto da Frosinone riparlano dell’interesse del Pisa per l’attaccante Ganci. Riguardo ai giovani (fronte strategico della programmazione nerazzurra) è da sottolineare che finalmente è nero su bianco il nuovo regolamento relativo all’impiego degli under ai fini della riscossione dei contributi federali. Nessuna grande sorpresa, ma qualche interessante novità. Come da previsione i due giovani che dovranno essere obbligatoriamente utilizzati (in Prima divisione) saranno di classe 1992 o successiva. Ancora tre le giornate di deroga. Inoltre i conteggi dei minuti in campo saranno interrotti prima della terzultima gara della stagione regolare, escludendo dunque anche playoff e playout.
Non solo 1992. Due ventenni dovranno essere costantemente sul terreno della contesa, ma ciò non significa che giocatori leggermente più anziani non debbano essere considerati under. Infatti una volta rispettato il vincolo precedente, anche il tempo raccolto dai classe 1990 e 1991 sarà valutato, sebbene sottoposto a decurtazione (sarà considerato solo rispettivamente l’80 e il 60%), mentre dal 1993 al 1994 (o successivi) il numero collezionato sarà amplificato (del 120 e del 140%). Inoltre per non perdere i denari accumulati un team di C1 deve avere in rosa 8 giocatori nati dal 1990 in poi (non necessariamente tutti classe ’92 o ’93) durante l’intero campionato. Il Pisa è partito per Pomarance già con ben 13 elementi da 22 anni (anzi 21) in giù. Anche Benedetti e Sepe (due ’91) continueranno a mettere d’accordo allenatori, commentatori e… cassieri, ma far giocare Lucarelli o Barberis (entrambi del 1993) sarà ancora più premiante che scegliere Rizzo o Carroccio (due 1992). Dal 1989 in poi… si diventa grandi: Perez e Fondi sono avvertiti.
Largo ai vivai di C. Una piccola, ma significativa novità cercherà di valorizzare i giovani cresciuti nelle stesse squadre di categoria. Infatti il 25% dei contributi sarà assegnato (con un regolamento a parte) sulla base della qualità del settore giovanile. Inoltre i “baby” provenienti dalla A e dalla B per essere remunerativi non solo non potranno essere in prestito senza premio di valorizzazione o ancor peggio oneroso, ma nel caso siano in compartecipazione varranno anche economicamente la metà o poco più, precisamente il 60% del numero di minuti trascorsi in campo. Dunque, un giro di vite agli under parcheggiati in terza serie dalle grandi squadre. Il contributo di un ragazzo che dal sedicesimo anno di età milita nella stessa squadra sarà maggiorato del 30%.
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