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Pisa: Mingazzini, Sabato e forse Fusani

di Antonio Scuglia
Pisa: Mingazzini, Sabato e forse Fusani

Clamoroso doppio colpo dei nerazzurri, scatenati sul mercato. Raimondi firma per il Pontedera. Le prospettive in Lega Pro

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PISA. Chissà che stavolta non si faccia sul serio. Ieri sera il Pisa, dopo... avere spiazzato gli hacker mettendo su a tempo di record un nuovo sito web provvisorio (col solito indirizzo), ha messo a segno due colpi di mercato difficilmente pronosticabili alla vigilia: Nicola Mingazzini per il centrocampo e Rocco Sabato per la difesa. E c’è Fusani in rampa di lancio: se risulterà guarito dall’infortunio, diventerà nerazzurro.

Nicola Mingazzini è un jolly di centrocampo alla Gattuso: classe 1980, un metro e 70, l’aggressività in mediana è la sua arma più famosa. Ha iniziato al Ravenna (lui è di Faenza), ha giocato 4 anni in C allo Spezia e poi solo serie A e B: 3 anni all’Atalanta, 4 al Bologna, infine per lui Albinoleffe e Nocerina. Ha firmato a quanto pare un biennale.

Due anni di contratto anche per un altro pezzo da novanta come Rocco Sabato, difensore di 184 cm (in origine terzino sinistro) classe 1982, nativo di Potenza: esordio a Pavia in D, poi Fiorenzuola in C2, 9 anni di A e B con Cosenza, Cagliari (2 anni), Catania (3), Cesena, Empoli, Triestina (2), e da un anno e mezzo a Sorrento in C1.

E Massimiliano Fusani? Il Pisa lo conobbe purtroppo nel 2000 (Brescello). E’ un interno di centrocampo di 176 cm classe 1979 (ha festeggiato il compleanno proprio ieri). Iniziò nel Brescello, passando al Perugia nel 2001(3 anni in A e 6 mesi in B). Poi Chievo in A, Modena e Bari in B, Sassuolo dal 2007 (C1 e poi 4 anni di B). L’anno scorso si fermò per un infortunio, ora ha una voglia matta di riprendere e spaccare il mondo. Se le visite mediche gli daranno ragione, lo farà in maglia nerazzurra.

A questo punto, nei piani della società, mancherebbe solo una prima punta. Che se fosse di uguale spessore , renderebbe il Pisa una squadra molto temuta. Anche perché i giovani non sono più acerbi come l’anno scorso (quando ben 12 effettivi non avevano ancora giocato una partita con i “grandi”).

La squadra intanto prosegue la preparazione in ritiro a Pomarance: ieri mattina niente palestra e niente campo, spazio al lavoro atletico e alle esercitazioni in piscina. Nel pomeriggio la seduta tecnica.

Il doppio colpo (e mezzo) di mercato di ieri sera ha consolato i tifosi per una partenza che obiettivamente dispiace, soprattutto sul piano affettivo. Ieri pomeriggio infatti Gabriel Raimondi ha firmato per il Pontedera in C2: l’argentino è una storica bandiera del Pisa, ed ha annunciato che rimarrà a vivere in città. Fino a qualche giorno fa lui stesso ha sperato che il Pisa gli proponesse un rinnovo del contratto accettabile, poi ha fatto buon viso a cattivo gioco: non resta che augurargli di tutto cuore ogni successo in maglia granata.

Si apprende che il Pontedera (così come l’Entella) è interessato anche a un altro nerazzurro, l’attaccante Luca Strizzolo, il quale però , spiega il Pisa, rientra nei piani di Alessandro Pane e non verrà ceduto.

Tiene banco intanto il giallo su cosa succederà in Lega Pro, dove al momento le squadre iscritte sono 69 dopo la drammatica uscita di scena di Spal, Foggia, Siracusa, Taranto, Triestina, Piacenza, Pergocrema e Giulianova. Secondo il ds del Mantova Vittorio Galigani, editorialista su tuttolegapro.com, «si sta per creare una situazione paradossale, con un campionato che rischia di vedere ben 18 retrocessioni, fin dalla prossima stagione».

Con il consiglio federale di domani c’è la possibilità di veder nascere due gironi di C1 da 16 squadre e due di C2 (18 e 19 squadre). In tal caso, ipotizza Galigani, dalla C1 non retrocederà nessuno, mentre in C2 a retrocedere sarebbero in 18 .

E questo falserebbe la C1: non essendoci retrocessioni, chi non è in grado di puntare alla B, a un certo punto della stagione farebbe giocare formazioni di giovanissimi per ricavare il massimo dai contributi sul “minutaggio”. Danneggiando così economicamente chi - come il Pisa - i giovani sta cercando diprenderli sì, ma buoni.

Aggiunge Galigani: «Il mancato pericolo della retrocessione, poi, renderà la seconda parte del torneo una vera “barzelletta”. Gli esperti di settore sanno cosa voglio intendere».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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