Sicurezza
Suagher, lo stopper tifoso: parlerà il campo
POMARANCE. Gocce di sangue germanico nelle vene di Emanuele Suagher. L’anagrafe parla chiaro: «Il mio cognome è austriaco. Il bisnonno di mio padre veniva dall’Austria. Io sono nato a Bergamo e vivo...
POMARANCE. Gocce di sangue germanico nelle vene di Emanuele Suagher. L’anagrafe parla chiaro: «Il mio cognome è austriaco. Il bisnonno di mio padre veniva dall’Austria. Io sono nato a Bergamo e vivo in provincia».
Il passaggio dal nerazzurro dall’Atalanta a quello del Pisa (mediato da un’ottima stagione alla Tritium) è stato quasi naturale: «Pisa è una bella città, con grandi ambizioni. Io già tifavo per questa squadra quando con Ventura era in serie B e sfiorò la promozione in A».
È vero che hai scelto Pisa, invece dell’Avellino, anche perché qui avrai più possibilità di giocare?
«Anche quello è un aspetto che conta. Comunque ogni decisione sul mio impiego spetta solo al mister. È giusto che giochi chi lo merita».
Contro il Pisa hai già giocato e persino segnato…
«Sì, a Monza, nella semifinale d’andata di Coppa. Marcavo Carparelli: un giocatore fantastico. È stata la mia prima rete da professionista. Un’emozione unica in una partita importante».
Si spera che con il Pisa tu viva anche le prossime: sei un difensore-goleador?
«In Primavera ho realizzato tre reti, una delle quali a Marchetti (ex portiere della Nazionale, ndr), quando era fuori rosa a Cagliari e giocava nelle giovanili».
A parte le incursioni in area avversaria, che tipo di stopper sei?
«Mi ritengo abbastanza tecnico, altrettanto cattivo, e bravo di testa. Ma sono doti tutte da dimostrare sul campo».
A parte Carparelli quale altro calciatore ti aveva colpito particolarmente nel Pisa?
«Un po’ tutto il gruppo. Non un giocatore in particolare. Si vedeva che era una squadra unita».
Massimo Berutto
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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