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Doveri spera nel grande ritorno in nerazzurro

Doveri spera nel grande ritorno in nerazzurro

Il centrocampista, superata la malattia, ha ripreso confidenza con il campo giocando a Poggibonsi

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PISA. Colombini, Pugliesi, Raimondi e il giovane Adornato (ora al Casale) non esauriscono il gruppetto dei pisani (di nascita o d’adozione) che sperano in una conferma o in un ritorno all’Arena. Gianluca Doveri, altro concittadino (nipote di Giorgio, storico fotografo al seguito dei nerazzurri di Romeo), ha ancora un anno di contratto con la società di Piazza della Stazione. Il gioiellino del Pisa risorto in serie D si è rimesso in moto a Poggibonsi dopo aver sconfitto una brutta malattia. Un centrocampista, non ancora ventunenne, con umiltà e piedi buoni, fortificato nello spirito dagli ostacoli che è riuscito a superare.

Gianluca, 14 presenze a Poggibonsi, tante nel finale di campionato…

«Ho giocato molto nel girone di ritorno, tra spezzoni e gare dall’inizio».

E hai segnato un gol…

«Una bellissima sensazione. Sono entrato a 10’ dalla fine in una partita importantissima contro il Lecco. Con quella rete abbiamo vinto al 92’».

Nella prima parte del campionato hai pagato la lunga inattività?

«Sì. Ho faticato a trovare prima la condizione fisica e poi il ritmo partita».

La malattia è ormai superata e solo un brutto ricordo?

«Superatissima».

Quei lunghi mesi cosa ti hanno lasciato dentro?

«Mi sono conosciuto un po’ meglio. Fino a quando non ti succedono certe cose, non sai come sei fatto. E capisci che ci sono aspetti più importanti di una partita non giocata».

Sei ancora di proprietà del Pisa?

«Ho un altro anno di contratto, ma non so ancora niente. Per me giocare nel Pisa sarebbe il massimo».

Hai seguito le vicende della squadra?

«Certo. Era partita fortissimo nel girone d’andata, poi è andata incontro a 4 punti in 9 partite con Pagliari. È arrivato Pane e mi sembra abbia fatto buone cose. Se non ci fosse stato quel periodo sfortunato, il Pisa avrebbe potuto lottare per qualcosa di importante».

Cuoghi credeva molto in te, ma avevi 18 anni e non voleva caricarti di responsabilità…

«Mi ha iniziato al calcio vero. A fine campionato giocai qualche partita (segnando 2 reti, ndr). Sicuramente Cuoghi mi ha aiutato».

Hai visto Pisa-Spezia?

«Solo il primo tempo. Ho lasciato il Pisa sull’1-0. Dispiace perdere una finale dopo essere stati davanti per una partita e mezza».

Massimo Berutto

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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