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Serata al Panathlon in onore di Fabrizio Demarchi (Cus)

Serata al Panathlon in onore di Fabrizio Demarchi (Cus)

PISA. Al Panathlon cittadino, alla presenza del presidente regionale del club Rinaldo Giovannini e di Silvia Innocenti, capo di quello rappresentante Pistoia e Montecatini, è stato premiato l’allenato...

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PISA. Al Panathlon cittadino, alla presenza del presidente regionale del club Rinaldo Giovannini e di Silvia Innocenti, capo di quello rappresentante Pistoia e Montecatini, è stato premiato l’allenatore del Cus Pisa di hockey su prato, l’argentino Fabrizio Delmonte, accompagnato dal capitano della squadra femminile Margherita Vanni. Il tecnico ha ripercorso la sua strada, prima da giocatore e poi da allenatore. «Ho giocato nella serie A argentina. Nel mio Paese in ogni città ci sono una quindicina di squadre. Poi ho deciso di iniziare ad allenare e l’ho fatto con una squadra di A femminile. Nel 2005 sono stato contattato dal Roma maschile ed ho allenato la squadra femminile del San Saba, nella capitale, dove ho ottenuto grandi successi. Sono tornato in Argentina, ma dopo poco sono stato contattato nuovamente da una società italiana: stavolta era il San Vito Romano. Sono rimasto tre anni ed abbiamo ottenuto il passaggio in A2. Ho sistemato il settore giovanile, poi è arrivata l’offerta del Cus Pisa. Ho trovato un grande impianto e l’ex presidente Riccardo Vanni ha fatto diventare la società gialloblù un vero e proprio club. Anche se non è più presidente continuano i lavori iniziati da lui. Siamo in costante crescita: la squadra maschile è passata dalla B alla A2, mentre le ragazze hanno vinto lo scudetto indoor ed hanno costituito la spina dorsale della Nazionale che è arrivata terza all’Europeo al coperto».

Demarchi ha le idee chiare anche per quanto riguarda il futuro dell’hockey pisano: «Con le ragazze vogliamo arrivare, nel giro di due anni, a conquistare lo scudetto all’aperto e, magari, vincere anche la Coppa Italia. Il nostro segreto è quello di non avere atleti stranieri in squadra. Anche tra i ragazzi. Abbiamo giocato il torneo indoor con tutte ragazze cresciute nel vivaio. L’obiettivo della squadra maschile è quello di conservare la serie A2 con una squadra molto giovane e poi puntare alla serie A1».

Il tecnico ha anche fatto una analisi sul perché questo sport non decolla in Italia come meriterebbe. «E’ un problema – dice Demarchi – che nasce a scuola. Si fa poca educazione fisica e le medaglie che vince l’Italia sono raramente conquistate dagli sport di squadra. E’ un problema che arriva anche dal fatto che i dirigenti, sia federali che di società, pensano più a fare politica che allo sviluppo. Si cerca subito il risultato. Poi, però, cominciano a mancare i soldi e senza un settore giovanile iniziano i problemi».

Fabrizio Del Pivo

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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