Sicurezza
Rimpianto Cabrini: Mian andava aiutato
Parla l’ex allenatore nerazzurro, ora Commissario tecnico della Nazionale femminile
PISA. E' stato da pochi giorni chiamato a guidare la nazionale italiana di calcio femminile, Antonio Cabrini, terzino degli anni d'oro della Juventus del Trap e per due stagioni allenatore del Pisa nella gestione Mian-Gentili. Il "Bell'Antonio" sposa un altro progetto non facile. L'ultimo era stato nel 2008 la chiamata come ct della nazionale siriana per le qualificazioni mondiali.
Cosa l’ha spinta a sposare questo progetto?
«Sono stato chiamato dalla Federazione: ho accettato volentieri, anche perché da tempo seguo abbastanza da vicino le vicende della Nazionale Femminile. E' un avventura che mi affascina».
Che cosa c'è da cambiare in questa disciplina?
«Tanto, perché rispetto al calcio maschile c'è poco seguito. Poca gente va a vedere le partite e anche in tv ci sono poche dirette sugli eventi del calcio femminile».
Basterà un nome altisonante come il suo a valorizzare questo sport?
«Spero di sì. Cercherò di fare del mio meglio per portarlo il più in alto possibile. Nel calcio servono i risultati e io cercherò di ottenerli».
Abbandonerà il lavoro di opinionista Rai?
«Assolutamente no. Mi trovo bene a Sabato Sprint, mi piace molto come lavoro».
Segue sempre anche se da lontano le vicende del Pisa?
«Le seguo tramite i giornali. Ogni città dove sono stato sia da giocatore che da allenatore ne seguo con affetto le vicende. Pisa potrebbe essere molto più in alto. Quella di Pisa è stata un esperienza positiva. L'avventura di Maurizio Mian è stata una parentesi importante. Non è mai stato veramente supportato nella giusta maniera. E' stato spesso mal interpretato, soprattutto la signora Gabriella, che purtroppo non c'è più».
Antonio Tognoli
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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