Sicurezza
Chi sta cercando di vendere il Pisa?
La diffida del presidente Battini: millantatori in azione. E intanto nasce una nuova polemica con Terravision
PISA. Direttamente dalla serie “Non facciamoci mancare niente”, un curioso doppio episodio viene a ravvivare l’interesse intorno alle questioni nerazzurre in un momento altrimenti scarico di notizie.
Il primo riguarda un presunto tentativo di vendere quote del Pisa da parte di chi... non ne è padrone, un po’ come Totò con la fontana di Trevi nel film del 1962. Truffa o equivoco? Ieri mattina è apparsa la seguente notiza sul sito del Pisa: «La società intende portare a conoscenza il fatto che alcune persone si stanno proponendo come venditori delle quote societarie e del marketing del Pisa 1909 senza averne alcun titolo. La società, pertanto, diffida chiunque prosegua nell’intento e allo stesso tempo è pronto ad adire alle vie legali per tutelare la propria immagine e la propria onorabilità.
Il Pisa 1909 invita al contempo chiunque sia interessato ad allacciare rapporti con la società a contattare solo ed esclusivamente il presidente Carlo Battini per trattative riservate, chiare e serie (indirizzo mail: battini@transitalysrl.it)». La firma: Carlo Battini.
Il patron nerazzurro è stato informati nei giorni scorsi di questi comportamenti, che al momento non avrebbero un autore ben definito. «Potrebbe essere un’azione di disturbo», ha commentato ieri sera lo stesso Battini, che finora non ha comunque sporto denuncia.
Ma la lunga giornata delle polemiche era appena iniziata. Su un fronte totalmente diverso (candidati reali all’acquisto anziché millantanti venditori), nel pomeriggio è arrivato un pepato comunicato del gruppo Terravision, che aveva manifestato nei mesi scorsi l’intenzione di comprare il 51% del Pisa. Il Gruppo «prende atto con stupore delle dichiarazioni del signor Battini riportate su alcuni quotidiani il 10 maggio: “ la mia impressione è che le proposte arrivate a fine 2011 siano un bluff e che Terravision abbia usato Pisa per un’operazione d’immagine a costo zero.” Evidentemente soffre di vuoti di memoria o non sa leggere, infatti, in data 13 settembre 2011 e non a fine 2011, è stata presentata in modo formale, successivamente ad alcuni incontri, una manifestazione d’interesse alla quale il Sig. Battini aveva dato verbalmente il proprio assenso salvo poi agire in modo totalmente contraddittorio».
Nel comunicato viene auspicato che «il signor Battini accantoni l’egocentrismo che finora ne ha contraddistinto il comportamento e contribuisca a determinare le condizioni perché il Pisa possa avere a breve una società all’altezza della passione con cui è seguita dai propri tifosi e delle eccellenze di cui la città gode in altri, strategici settori».
Battini respinge le critiche, dopo avere specificato che non ha parlato di bluff né nominato Terravision. «Rispondo con trasparenza e serenità nella totale certezza che il mio procedere ha portato e porterà buoni frutti nella correttezza che da una vita indosso. Ogni riferimento non è casuale. Per primo ritorno al mittente e in maniera categorica le raffinate offese al limite della legalità rivolte alla mia persona» .
Il presidente smentisce che durante l’incontro in aeroporto del 13 settembre abbia dato l’assenso a cedere loro il 51%: «Non ne ero in possesso. Suggerii che la sola strada per ottenerlo era quella di contattare il possessore. E così fecero. Ma la trattativa non sortì alcun accordo. Così il 12 ottobre ebbi un incontro a cena con l’amministratore delegato insieme ad altre persone e ribadii il concetto che al momento non c’erano i presupposti per una cessione delle quote dell’Ac Pisa perché non le detenevo, e feci presente che al massimo avrei potuto cedere il 49.5%, l’1% restava all’avvocato Andrea Bottone e il 49.5 a me».
Inoltre, ricorda, «io esigevo la presidenza all’interno di un Cda con voto doppio perché avevo messo più volte in sicurezza la società e non avrei ceduto ad altri ma maggioranza delle quote. E’ vero che nella prima decade di dicembre stesi un compromesso per la cessione del 40% oltre all’1,5% in un secondo tempo. Ma con la stessa clausola come sopra detto. Comunque desidero ribadire il concetto che il 99% del Pisa è di mia proprietà ed è con me che devono essere fatte le trattative, con correttezza e non sbandierate sulle pagine dei giornali. Ho comunque letto che il vostro era un interesse manifestato di rilevare il 51%, ma oltre l’interesse ad acquistare un’importante sosocietà come l’Ac Pisa occorre serietà: non chiacchiere ma soldi».
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