Sicurezza
Pisa, il primo dubbio: B, C unica o C1?
Possibile rivoluzione nei campionati a causa del calcioscommesse e dei fallimenti in vista, ma il ripescaggio è difficile
PISA. In quale campionato giocherà il Pisa nella prossima stagione? La domanda non è peregrina, perché se la stanno ponendo proprio gli addetti ai lavori.
Il club nerazzurro, seppure non ufficialmente, è allertato per almeno tre diverse possibilità, che dipendono non dalle sua intenzioni ma dagli sviluppi dell’inchiesta calcioscommesse (riguardo alla responsabilità di diversi club di A, B e C) e dalla difficile situazione finanziaria di numerosi altri.
Si sta infatti prefigurando in serie B la possibilità di un “dimagrimento” a venti squadre, o, al contrario, la divisione in due gironi, come nel 1946-47, tramite ripescaggi onerosi: in quest’ultima ipotesi il Pisa si troverebbe in una posizione di confine fra l’ultima irpescabile e la prima delle non ripescabili.
La serie C in ogni caso - salvo risanamenti di conti che oggi sembrano difficili - potrebbe perdere un girone. E anche qui si discute: lasciare un girone di C2, come da statuto, o tornare all’antico (pre-1977) con tre gironi nazionali di una C unica?
Nessuno oggi sa come andrà a finire. Né i club, né Macalli, né i potentissimi gestori del calcio miliardario. Solo che bisognerà potersi attrezzare - anche al volo - secondo le decisioni che saranno prese a cavallo degli Europei.
E certamente non è la stessa cosa preparare una squadra per la B (contro chi fino a ieri giocava contro Juve, Milan e Inter) o per la C1 (come quest’anno). O addirittura per la serie C unica, in quel caso contro gli amici del Pontedera ma anche contro realtà di altro spessore economico: che fine faranno le squadre di A e B eventualmente condannate dalla Figc? Saranno penalizzate nei rispettivi tornei, “purificate” nei dilettanti o tirate addosso alla C a fare concorrenza sleale proprio al Pisa?
Lucchesi e Pane. Comunque vada, il Pisa ripartirà dalla coppia Lucchesi-Pane, che non un bel finale di campionato quest’anno ha permesso di migliorare lo score della stagione precedente: tre punti in più e altrettante posizioni scalate. Da 43 punti a 46 e dal decimo posto al settimo. In più la conquista della finale di Coppa Italia, mentre nel 2010-11 la squadra nerazzurra si era fermata in semifinale. Buono anche il rapporto impostato con la squadra, se è vero che la società ha deciso di proporre il rinnovo del contratto a molti giocatori in scadenza, sia fra i big sia fra coloro che hanno giocato bene ma hanno dimostrato qualità umane da “uomini-spogliatoio” importanti.
Pane supera Pagliari. Sono 19 i punti di Pane in 11 gare: 1.73 ad incontro. Una prestazione appena inferiore a quella prodotta dall'arrivo di Pagliari nella passata stagione: 20 punti in 10 partite, 2 a domenica. Se però assegniamo punti anche ai confronti di Coppa, ecco il sorpasso: Pane sale a quota 29 in 16 gare ufficiali (1.81 a incontro) contro i 21 in 12 gare di Pagliari (1.75 a sfida). In campionato il nuovo mister ha riportato l'imbattibilità dell'Arena (3 vittorie e 3 pareggi) e riconsegnato un Pisa corsaro (2 vittorie esterne, a Como e Monza, il doppio rispetto all'unica conquistata in precedenza a Foligno).
Attacco da primato. Nelle 16 gare ufficiali di Pane il reparto offensivo ha prodotto 22 reti. Proiettando questo andamento su 34 partite si arriva a 46,75 segnature, addirittura sopra al Benevento (46), la squadra che ha segnato di più sul campo (il Carpi condivide la vetta grazie ad uno 0-3 a tavolino). Le proiezioni sono indicative, ma il dato di fatto è che il Pisa ha realizzato 37 volte in campionato, in media praticamente un centro a partita. Come il Pavia che, invischiato nei playout, condivide con il team nerazzurro il nono posto nella classifica degli attacchi.
Difesa da rivedere. Nel medesimo intervallo di 16 partite il Pisa ha incassato 19 gol, con più di uno svarione, singolare e collettivo. Una cadenza di poco superiore a quella complessiva: 35 reti in 34 incontri. La fase difensiva è l'unico aspetto che Pane non è riuscito a riformare, nonostante l'adozione di un reparto a 5. Il Pisa divide con il Lumezzane la piazza di settima difesa del girone. Un risultato onorevole, ma con un fossato fra sé e la zona playoff. Il Taranto capolista virtuale del girone (senza penalizzazioni) ha raccolto appena 16 palloni in fondo al sacco, mentre la Ternana, battistrada reale, è stata perforata in 19 occasioni. Senza voler guardare così in alto, anche la Pro Vercelli, neopromossa e quinta classificata, ha subìto 19 reti (-16 rispetto al Pisa). È soprattutto dal pacchetto arretrato che si costruisce una stagione vincente. Braglia insegna.
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