Sicurezza
L’Albinoleffe e la denuncia del 2003
PISA - La nuova valanga di deferimenti per calcioscommesse fa tremare molte piazze calcistiche, ma non la nostra. Nella lista dei 61 tesserati coinvolti figurano 3 ex nerazzurri: Josè Inacio Joelson,...
PISA - La nuova valanga di deferimenti per calcioscommesse fa tremare molte piazze calcistiche, ma non la nostra.
Nella lista dei 61 tesserati coinvolti figurano 3 ex nerazzurri: Josè Inacio Joelson, Thomas Job e Cesare Gianfranco Rickler. I primi due facevano parte dell'ultimo Pisa in serie B. Il terzo invece è cresciuto nelle giovanili, ceduto al Chievo da Covarelli e Accardi. Fra le società implicate fa scalpore la posizione dell'Albinoleffe, aggravata di settimana in settimana dalle confessioni dei calciatori “pentiti”.
C’è chi ipotizza che, in caso di riforma della Lega Pro (con la cancellazione della C2), i seriani, già retrocessi dalla B, possano finire addirittura in serie D: dai riflettori di Sky all'oblio nei campionati dilettantistici.
E adesso, 9 anni dopo, suscita un amaro sorriso ripensare a quanto accadde prima della finale playoff di Bergamo. Un presunto emissario del Pisa avvicinò Cristian Campi (giocatore dello Spezia), che a sua volta contattò Alberto Bernardi, allora attaccante dell'Albinoleffe. Una vicenda immediatamente denunciata dalla società orobica e una finale sub iudice già prima di essere disputata e persa campo dagli uomini di Simonelli.
Il Pisa per responsabilità presunta subì un punto di penalizzazione nella stagione successiva (2003-04), annullato beffardamente a campionato concluso. Se scorriamo la formazione schierata dall'Albinoleffe nella finale di ritorno, troviamo ben 3 giocatori deferiti dal procuratore Palazzi: Acerbis (che in seguito a Livorno si vantò di non aver mandato il Pisa in serie B), Carobbio (che segnò un gol in quella storica gara) e Garlini, più il portiere di riserva Coser. (ma.ber.)
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