Sicurezza
Cichello: un’occasione che vale tutto
Boxe, il mediomassimo pisano stringe i tempi per la finale dell’Unione Europea del primo giugno contro Kolaj
PISA. Il sogno di una vita che si materializza quando meno te lo aspetti. Dario Cichello ci crede, ha tanta voglia di stringersi intorno ai fianchi la cintura di campione dei mediomassimi dell’Unione Europea ma sa altrettanto bene che contro Orial Kolaj sarà dura, forse durissima.
La sfida Cichello-Kolaj è già andata in scena e finì con l’albanese naturalizzato italiano con le braccia al cielo e il pisano a leccarsi le ferite per una sconfitta strana e dolorosa. Il prossimo 1 giugno (diretta su Sportitalia 2, ore 22), sul ring ci sarà però in palio il titolo rimasto vacante dopo il match terminato in parità tra il tedesco Hein e il francese Averlant e dunque nella testa dei due contendenti gireranno molti pensieri.
La serenità questa volta potrebbe rivelarsi l’arma in più di Dario Cichello: «Sto bene fisicamente e mentalmente – ci racconta, – ho fatto i guanti con il mio amico Giacobbe Fragomeni e ho avuto sensazioni molto positive. Adesso sto per fare un altro testa con Spada e da lì ripartirò per l’ultimo periodo di allenamento. Sono carico, determinato e consapevole di avere a disposizione una grande possibilità. La mia carriera dopo la sconfitta con D’Agata sembrava arrivata in un punto morto ma non mi sono arreso, ho lavorato duro aspettando e sperando in una chiamata che fortunatamente è arrivata anche per una serie di strane coincidenze. Mi auguro che sia un segno del destino».
Kolaj è un osso duro…
«E’ forte, preparato fisicamente e sicuro dei suoi mezzi. Però questa volta avrà tutta la tensione sulle sue spalle perché è lui il favorito, è lui che deve fare il match e dimostrare, anzi confermare, di essere il più forte. Io non ho niente da perdere e comunque andrà a finire scenderò dal ring consapevole di non aver lasciato nulla al caso e non aver niente da recriminare. Sono tranquillo, sereno e….forte».
Su cosa punterà?
«Sulla velocità. Mi presenterò sul ring con 6 chili in meno rispetto all’ultimo match e con una preparazione specifica orientata sul ritmo e sulla mobilità delle gambe. So bene che se il match si trasformerà in una ‘scazzottata’ ravvicinata per me sarà durissimo uscirne vincitore».
Vincere sarebbe un sogno…
«Sarebbe il coronamento della carriera. Sognavo da 4 anni un’altra occasione dopo il match sfortunato con Brancalion. Ogni volta però succedeva qualcosa che mi intralciava il cammino, ma stavolta le cose sono diverse. Per questo sono già molti giorni che la notte faccio fatica a prendere sonno perché la testa gira a mille e mi proietta già alla notte del match. Non vedo l’ora di combattere perché il sogno è lì a portata di mano e certe volte i sogni si avverano».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
