Sicurezza
Esposito: Pisa mi interessa ma voglio la maggioranza
Il patron del Marino Calcio conferma i contatti con Battini per entrare nel club «Con me anche il presidente della Valletta campione di Malta. La B in tre anni»
PISA. «Sì, il Pisa ci interessa. Ma la condizione è quella di poter rilevare la maggioranza delle quote». Dopo l’ammissione del presidente Carlo Battini sui contatti avuti per cercare nuovi soci, arriva la conferma anche dalla voce di Antonio Esposito, presidente del Città di Marino (a caccia del ripescaggio in C2). Esposito sarebbe pronto ad entrare nel Pisa insieme con il presidente de La Valletta, la squadra che ha vinto la serie A di Malta, e un altro imprenditore. C’è però questa richiesta di avere la maggioranza che non sembra collimare con le intenzioni di Battini, che in effetti per il Pisa, soprattutto nell’ultimo anno, ha fatto grandi sacrifici. Intanto vediamo qual è il punto di vista di Esposito.
Conferma anzitutto i contatti con Battini?
«Confermo, avevamo parlato con il presidente del Pisa un mese e mezzo fa circa. Il Mariano era impegnato a contrastare il Salerno per la promozione e così abbiamo atteso la fine del campionato. Ora sono in partenza per Dubai, per ragioni di lavoro. Al mio rientro, credo entro fine mese, ci incontreremo di nuovo per vedere se ci sono possibilità di accordo».
Lei aveva già cercato di acquistare la Reggiana. La trattativa, per quello che si dice, non è andata in porto perchè volevate la maggioranza delle quote e nient’altro...
«Noi, in qualsiasi operazione andremo ad entrare, lo faremo esclusivamente per la maggioranza delle azioni. Siamo stati chiari in tutte le trattative che abbiamo fatto. Anche con la Reggiana era partita così, poi in corsa hanno cambiato ed è finita lì. Portando idee, portando know-how, portando solidità economica abbiamo la necessità di fare calcio in un certo modo: per questo l’obiettivo è prendere la maggioranza. Ci farebbe piacere, anzi sarebbe un onore, essere accompagnati dal presidente del Pisa nell’avventura. Ma come gruppo, ripeto, abbiamo la necessità di avere la maggioranza».
Quando parla di un suo gruppo a cosa si riferisce?
«Al mio gruppo. E poi abbiamo un paio di amici imprenditori, sia italiani che esteri, che sanno come lavoriamo e che hanno piacere a stare con noi. Quindi è una compagine che avrebbe all’interno più gruppi imprenditoriali».
A Pisa con quali intenzioni?
«Ho visto la finale di Coppa Italia. Parliamo di una piazza che ha storia, blasone. Il programma sarebbe triennale per tornare in B e poi quinquennale per cercare di portare la squadra sul massimo palcoscenico».
Lei ha anche un incarico tecnico nella squadra maltese de La Valletta?
«Sì, e abbiamo vinto lo scudetto anche quest’anno. Adesso aspettiamo il sorteggio per i preliminari di Champions League. Il presidente de La Valletta, con il quale abbiamo un rapporto di lavoro e amicizia, è uno di quelli che ci ha espresso la volontà di poter entrare in un’avventura nel calcio italiano, di elevato profilo però».
Come il Pisa?
«Anche il Pisa. Prima però di parlare con i nostri eventuali soci, dobbiamo avere la certezza delle carte e dell’effettiva disponibilità a cedere il pacchetto di maggioranza. Altrimenti sono parole e basta».
Tra i professionisti potete ancora andarci con il Marino...
«Le possibilità ci sono. Ma, al di là della C2 con il Marino, avremmo comunque optato anche per un’altra piazza in affiancamento. Per noi venire a Pisa sarebbe un onore, ma bisogna essere sempre in due per fare un affare».
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