Il Tirreno

Pisa

Il Pisa riparte dall’entusiasmo dell’Arena

di Antonio Scuglia e Massimo Berutto
Il Pisa riparte dall’entusiasmo dell’Arena

Domenica finisce il campionato: una squadra ambiziosa per il 2012-13 può aiutare a ritrovare il grande pubblico

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PISA. Una Coppa di può anche perdere, la vita calcistica va avanti. Il rammarico è forte in casa nerazzurra, ma Pisa mostra un motivo di grande orgoglio.

Il pubblico nerazzurro infatti ha compreso lo sforzo della squadra e ha applaudito i protagonisti, non abbandonando lo stadio neppure durante la premiazione delle con i rivali storici dello Spezia sul podio dei vincitori. Qualche fischio soltanto per il direttore di gara Fabbri di Ravenna, il cui arbitraggio è stato poco apprezzato anche nei giudizi pubblicati dai principali quotidiani sportivi nazionali.

E al di là di come è finita la partita, va sottolineato come da tempo non ci fosse all’Arena un’atmosfera così ricca di passione. Uno striscione esposto in gradinata, “Bentornata Curva Nord” , esprimeva bene l’emozione della giornata, in cui il tifo, per una volta, è tornato quello dei bei giorni. Solo che ora bisognerà dare una continuità anche a questo: con la costruzione di una squadra ambiziosa e soprattutto con iniziative concrete e forti che aiutino a recuperare il dialogo, permettendo a larga parte della tifoseria più appassionata, oggi sfiduciata (e non per i risultati sul campo), di sentirsi ancora “a casa” sugli spalti dell’Arena.

Torniamo alla squadra, e alla società. Il Pisa si lecca le ferite dopo la sconfitta in Coppa, con la consapevolezza di aver fatto la partita sia all'andata che al ritorno, beffato dallo Spezia che ha sfruttato forse le uniche vere occasioni da gol in 180’.

Nella quantità e nell'intensità il Pisa non è mancato all'appello, ma ha fallito negli istanti decisivi, quando c’era da dare la zampata vincente (vedi Perez davanti alla porta) e nelle uniche due, fatali, distrazioni difensive.

L’arbitro Fabbri ha sicuramente fatto la sua parte in negativo, ma sarebbe bastata una maggiore lucidità in determinati frangenti per rendere inoffensivo l'effetto della direzione di gara. Per la seconda volta, com’era capitato in misura diversa a gennaio, il Pisa viene ricacciato indietro quando inizia ad assaporare un possibile successo.

Giustamente Pane non vuole usare la parola delusione, perché tale non può essere il sentimento nei confronti di una squadra che ha dato tutto sul rettangolo verde.

«Avremo tempo per migliorarci nei ruoli in cui siamo carenti», ha sottolineato il presidente Battini, senza voler far nomi prima del triplice fischio di Pisa-Sorrento. Di limiti dunque si può parlare, che in positivo possono essere visti come margini di miglioramento.

Fra qualche giorno il campionato sarà finito: la gara di domenica con il Sorrento sarà una passerella utile ad applaudire una squadra che si è sempre impegnata al massimo.

Dal giorno dopo però bisognerà pianificare per riportare in città l’entusiasmo visto contro lo Spezia, senza lasciarsi scappare i pezzi pregiati della rosa attuale come successe un anno fa con Fanucchi e Anselmi. Il dg Lucchesi è atteso a un compito difficile: dovrà convincere il presidente Battini a un nuovo sacrificio economico dopo quelli degli ultimi anni, e - avendo le mani libere da vincoli pluriennali nei contratti attuali - portare in nerazzurro dei rinforzi che regalino alla città una stagione prestigiosa e non “di transizione”.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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