Toscana
Sabrina Bertini al Panathlon «Campionessa quasi per caso»
PISA. Sei scudetti, quattro Coppe dei Campioni, due Coppe Cev, 298 presenze in Nazionale con una vittoria al Mundialito, due bronzi agli Europei, un successo ai Giochiu del Mediterraneo: in questi...
PISA. Sei scudetti, quattro Coppe dei Campioni, due Coppe Cev, 298 presenze in Nazionale con una vittoria al Mundialito, due bronzi agli Europei, un successo ai Giochiu del Mediterraneo: in questi numeri, e che numeri!, è racchiusa la carriera di Sabrina Bertini, pallavolista pisana, che è stata premiata nell'ultima conviviale del Panathlon cittadino.
«Ho iniziato a tredici anni - dice Sabrina - e la pallavolo è stata la mia vita visto che ho giocato per venticinque anni. Mi ha insegnato a vivere. Sono diventata donna vivendo lontana da casa. Mi ha tolto pochissimo, soltanto negli ultimi tempi gli affetti familiari che sto, fortunatamente, recuperando adesso, e mi ha dato veramente tanto».
Viene spontaneo chiedere qual è il ricordo più bello di una carriera così lunga…
«Senza dubbio i ricordi belli sono tantissimi, ma voglio citarne due: il primo scudetto, che genera sempre una emozione particolare e la partecipazione all'Olimpiade di Sydney del 2000. Era la prima volta che la pallavolo femminile si qualificava per i Giochi e non dimenticherò mai la sfilata nella cerimonia di apertura ed il periodo vissuto al Villaggio Olimpico ».
Come è diventata pallavolista? «E stato un caso. Prima facevo atletica ritmica ed artistica. In terza media una insegnante mi ha fatto conoscere il volley e da lì è iniziata questa avventura che continua ancora: sono dirigente della Biancoforno e direttore tecnico della squadra di minivolley del Volley Club Cascinese che è l'unione tra il Casciavola ed il Cascina».
Sabrina chiude con una battuta: «Ho vinto tanto, ma il successo più "simpatico" è stato l'oro ottenuto ai Mondiali Master Over 35».(f.d.p.)
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