Il Tirreno

Pisa

Ora si gioca per l’onore e... per la Coppa

di Antonio Scuglia e Massimo Berutto
Ora si gioca per l’onore e... per la Coppa

Domani il derby col Viareggio: quattro assenze pesanti fra i titolari ma i nerazzurri vogliono continuare a volare

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PISA. Nerazzurri subito al lavoro per il derby di domani col Viareggio (Stadio dei Pini ore 15): la salvezza è stata raggiunta brillantemente, ora c’è da onorare il campionato con prestazioni oneste e gagliarde in attesa dell’unica partita davvero importante, il ritorno di Coppa contro lo Spezia.

A Viareggio , Pane dovrà fare i conti con assenze pesanti: due squalificati (Obodo e Bizzotto) e due acciaccati di lusso come Favasuli e Perez, ieri sottoposti a terapie. Favasuli dovrebbe rientrare a Monza, Perez contro lo Spezia.

Parla il mister. Alessandro Pane comincia intanto a tirare qualche bilancio tecnico-tattico. «Non è una rosa da 4-4-2», dice dopo la gara con il Carpi, spiegando la ragione dell'utilizzo di Ton nell'insolita posizione di esterno.

Una frase lapidaria che riassume le ragioni della riscossa nerazzurra con il nuovo allenatore, e che forse giustifica in parte il calo della gestione Pagliari. «Ton è un terzino - ha spiegato Pane -, ma noi giochiamo senza terzini, dunque con noi non può che fare l'esterno. Idem per Benvenga e Benedetti. In squadra non ci sono le caratteristiche per il 4-4-2». Insomma un gruppo senza le doti necessarie per esprimere il modulo prediletto da Dino Pagliari.

Senza numero 7. A far difetto nel Pisa sono le ali. Il Carpi, come abbiamo visto nel secondo tempo a Pisa, interpreta il 4-4-2 con esterni sguscianti come Pasciuti, Boniperti e Potenza, oltre alle efficaci sovrapposizioni di Laurini.

Ferme restando le buone prestazioni di Favasuli da quarto centrocampista di sinistra, nel Pisa è la classica maglia numero 7 a non aver trovato un interprete in grado di indossarla a pennello. Nessuno fra Gatto, Nicastro, Tremolada, Strizzolo e Tulli ha dimostrato di essere tagliato per il ruolo di ala destra. Tulli è esploso - appena acquisita la necessaria condizione fisica - da seconda punta dietro e “intorno” ad un attaccante centrale. Gatto e Strizzolo (giovanissimi che devono crescere) sono andati meglio nel 3-4-3 o 3-5-2 che nel 4-4-2, o addirittura nel 4-5-1, di Pagliari. Scarso successo per Nicastro nella breve esperienza nerazzurra, impiegato quasi sempre sulla fascia. Tremolada ha offerto le migliori prestazioni quando è stato accentrato e portato più nel vivo del gioco. L'unico adatto al numero 7 era Ilari.

Pagliari si era accorto di questi problemi e in molte gare positive (gli 0-0 di Vercelli e Taranto, lo 0-2 di Foligno, l'1-0 sul Pavia e il 2-2 di Carpi) non aveva esitato a schierare Benvenga alto sulla destra, di fatto convergendo verso una difesa a 5 "mascherata", poi sposata con decisione dal successore Pane. Da gennaio altri tentativi infruttuosi con Tulli e Strizzolo, fino all'esonero del mister di Macerata.

La medaglia e il rovescio. Nel 3-5-2 sono state valorizzate le caratteristiche di Genevier e Obodo, Favasuli ha finalmente ritrovato il ruolo naturale di mezzala sinistra, Benvenga ha riconquistato spazio ai danni di Audel sfruttando le proprie doti di fluidificante, mentre Raimondi e Bizzotto sono stati rilanciati al centro della difesa (insieme a Colombini). Sembra meno a suo agio Benedetti, che agendo dietro a Favasuli sapeva sovrapporsi protetto dalle intelligenti coperture del compagno.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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