Il dolore
Quando Mancini diceva «Se parlo becco un gol»
PISA. Domani Pisa e Taranto si sfideranno in campo, mentre nei giorni scorsi Toscana e Puglia si sono unite nel dolore per la scomparsa di Franco Mancini. “Ciao Mancio numero 1” recitava lo...
PISA. Domani Pisa e Taranto si sfideranno in campo, mentre nei giorni scorsi Toscana e Puglia si sono unite nel dolore per la scomparsa di Franco Mancini. “Ciao Mancio numero 1” recitava lo striscione esposto a Pavia dai tifosi nerazzurri. Grande commozione ieri ai funerali svoltisi a Manfredonia, dove il tecnico materano risiedeva da molti anni.
Si moltiplicano i ricordi e gli aneddoti sul calciatore e sull’uomo. Del Piero su Twitter ha salutato il numero uno rivale dell’esordio in serie A. Van Basten invece subì un beffardo tunnel dal portiere volante del Foggia.
In questi giorni abbiamo scoperto un Mancini batterista, cultore della musica reggae. Il Tirreno lo ha intervistato numerose volte, con i suoi brevi silenzi di riflessione e le frasi stringate sempre a segno.
Un giorno Mancini era giunto ad oltre 400’ di imbattibilità. Provammo ad accennare l’argomento, ma lo scaramantico Franco ci “parò” immediatamente: «Non si dicono queste cose. Tutte le volte che ne ho parlato…».
Da cronisti non potevamo tacere la notizia, ma puntualmente la domenica successiva Mancini subì ben due gol dal Cesena. Certo non era colpa nostra se fra i bianconeri giocava un preciso tiratore come Cavalli (in rete da posizione defilata) e se tra i nerazzurri lo sfortunato Melucci trafisse il proprio portiere con un goffo retropassaggio di testa.
Automatico il bonario rimprovero di Mancini nell’intervista successiva: «Cosa ti avevo detto? Accade sempre così, non ci puoi far niente: appena si comincia a parlare di imbattibilità, matematicamente subisci un gol strano». Era il 2004. Quando lo scorso anno, prima di Pisa – Foggia, lo ricontattammo, 7 stagioni dopo non aveva ancora dimenticato, ma stavolta ci assolse: «Appena venne scritto che ero imbattuto, presi subito gol. Ma non fu colpa di nessuno. Sono cose che capitano». (ma.ber.)
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