Il dolore
Matteini-Lucarelli, tra gioia e sconfitta
Dopo i fatti di Pisa-Reggiana rievochiamo un curioso precedente all’Arena Garibaldi con un altro bomber livornese
PISA. Ad ognuno le proprie gioie. Davide Matteini da livornese si è tolto lo sfizio di segnare all’Arena Garibaldi e ha esultato rivendicando la propria livornesità, ma Pisa si è... consolata con i tre punti. Esattamente come accadde a Cristiano Lucarelli, in gol ma perdente nell’ultima stagione nerazzurra in serie B.
Il Parma di Guidolin si presentò a Pisa con l’ex capitano del Livorno al centro dell’attacco. Il vantaggio degli ospiti (alla mezz’ora del primo tempo) fu interamente in salsa labronica: un rigore causato da un fallo di Braiati su Alessandro Lucarelli venne trasformato dal fratello Cristiano, che ovviamente festeggiò, davanti alla curva nord e poi a pochi metri dalla gradinata, scatenando le ire del pubblico pisano.
Non esibì alcuna maglietta, ma aveva il numero 99 sulle spalle, a simboleggiare l’anno di fondazione delle Brigate Autonome Livornesi.
Quel giorno c’era anche Matteini, che partecipò alla gioia dalla panchina gialloblù. Ma in 3’, tra il 12’ e il 15’ della ripresa, il Pisa ribaltò il punteggio con Braiati e Joelson. Gustoso il siparietto fra il presidente Pomponi e Cristiano Lucarelli nel dopo gara. Il presidente forse eccedette nell’esultanza e l’ex amaranto non gradì: «Oh, biondo, guarda che c’è anche il ritorno, poi c’hai da venì a Parma». Pomponi rispose per le rime: «A Lucare’, t’ho sconfitto oggi e te risconfiggo a casa tua» (edulcorando il virgolettato).
Al ritorno ebbe ragione Lucarelli, segnando il gol del vantaggio parmense ad un quarto d’ora dalla fine. Per il centravanti due gol su due in sfide con il Pisa.
Invece per Matteini la gioia è arrivata al quarto tentativo, dopo aver fallito con le casacche di Pro Patria, Vicenza e Cosenza (una sconfitta e due pareggi).
In un’intervista che ci rilasciò quattro anni fa prima di Pisa-Vicenza Matteini – un livornese che abita nella nostra città, dove ha trovato amore e famiglia - immaginò la sua reazione dopo un gol all’Arena in modo colorito e simpatico: «Io farei dieci capriole. Sono un livornese vero, non come quelli “annacquati” che hanno giocato nel Pisa. Io sento questa partita. Non sarà come giocare un Pisa-Livorno, ma so cosa mi aspetta. Mio cognato è un ultrà dei Kapovolti: se segno posso sfotterlo per un anno, mentre se non giocherò bene non avrò scampo con lui».
Uno spirito campanilistico stemperato a fine partita, con la maglia di Raimondi tra le mani.
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