Attenzione
Una bandiera nerazzurra Raimondi: 110 con lode
Cento gare in campionato (con una promozione in serie B) e 10 in Coppa Italia per il difensore argentino, uno dei giocatori più amati dal pubblico dell’Arena
PISA. 100 volte Raimondi. Anzi 110. Il capitano nerazzurro, in occasione della vittoria con la Reggiana, è andato in tripla cifra quanto a presenze in campionato e playoff. Un traguardo annunciato fin dalla (prima) trasferta di Monza con la Tritium, ma rimandato di 5 giornate a causa di un nuovo fastidioso infortunio.
Stavolta l’argentino ce l’ha fatta, con la solita tenacia e una ferrea forza di volontà. In realtà aveva accumulato altri 10 gettoni in Coppa Italia, sparsi nelle cinque stagioni in cui ha legato il proprio nome a quello del Pisa, prima e dopo l’ultimo fallimento. La centesima apparizione ufficiale era stata collezionata, silenziosamente, nel match d’esordio a Ferrara.
Da Braglia a Pane. Chiaramente gli anni sono passati per tutti. Neanche quando arrivò a Pisa, Raimondi era esattamente un ragazzino: un ventinovenne argentino, emerso in Puglia dalle categorie dilettantistiche (nel Casarano e a Gallipoli), ebbe la sua occasione di conquistare la B e non se la fece sfuggire.
Il cursore del Pisa di Braglia, su e giù per la fascia sinistra e impavido anche dopo un taglio al volto (in un celebre match esterno in Lombardia), ha lasciato il posto ad un difensore centrale, meno dinamico ma molto più esperto e carismatico. Pane lo ha rispolverato nel ruolo di regista difensivo, fulcro del terzetto arretrato. Una posizione che chiude il cerchio, riportandoci con la mente alla finale playoff con il Monza, quando il sudamericano, al rientro dopo due turni di squalifica, venne collocato fra Calori e Zattarin al posto dell’infortunato Chiarini.
Una sorta di libero dunque, con compiti di costruzione. Chiare le parole di Pane nel dopo partita con la Reggiana: «Ho scelto Raimondi perché mi garantiva di far uscire palla pulita da dietro. Molte azioni sono partite bene dal basso. Lui ha carisma e classe».
Il lancio è sicuramente una delle doti dell’argentino. Chi non fosse sicuro potrebbe chiedere a Castillo che, imbeccato dalle retrovie, realizzò il gol-vittoria in un fortunato Mantova-Pisa (0-1, 2007-08) e, senza andare troppo indietro nel tempo, una conferma può arrivare da Favasuli, che ha colpito all’alba dell’ultimo Pisa-Avellino, ispirato da un lungo suggerimento del compagno sudamericano. Il ruolo di libero, quando ancora era praticato, allungava la carriera a molti calciatori e adesso, rivisto e corretto, fornisce una nuova chance ad un gladiatore di quasi 35 anni che a Pisa ha fatto la storia.
La scheda. Argentino di Buenos Aires, nato il 27.9.1977, Diego Gabriel Raimondi ha iniziato la carriera da professionista nella B argentina 99-2000 col Club Atlético Atlanta: 27 presenze e un gol. Poi un anno in serie A in Venezuela (Deportivo Italchacao, 13 presenze e 1 gol) e nel 2001 arriva in Italia: Casarano 2 anni ( una promoizione), Gallipoli 3 anni (due promozioni), Pisa 3 anni (1 promozione), Perugia, Cosenza e di nuovo Pisa. Per inciso: è tuttora un beniamino del pubblico ovunque abbia giocato.
Antonio Scuglia
Massimo Berutto
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