Il Tirreno

Pisa

Non è una questione di modulo

di Massimo Berutto
Non è una questione di modulo

La scelta di Pane, con la difesa a 3 protetta dai due laterali, è ormai molto praticata nelle varie serie

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. Pisa-Ternana è stata la sfida fra due difese che amano disporsi nello stesso modo. Due schieramenti simili (3-5-2 contro 3-4-3) che si sono annullati a vicenda nel primo tempo, dando il meglio di sé in fase offensiva nei secondi 45', con gli umbri più propositivi sulle corsie laterali.

Tutti pazzi per la difesa a 3. Come ricordava Alessandro Pane nei suoi primi giorni pisani a chi gli chiedeva conto della sua scelta tattica, molte squadre che primeggiano nei vari campionati adottano il medesimo canovaccio tattico. La tanto vituperata difesa a 5 (con gli esterni a fianco dei 3 centrali) un tempo era sinonimo di catenaccio, adottato dalle formazioni di bassa classifica per tentare, spesso invano, di raccogliere qualcosa sui campi più blasonati dello Stivale. Adesso invece sono le grandi a disporsi secondo questo schema, per ridurre al minimo i rischi ed essere pronte ad azzannare la preda alla prima occasione propizia.

Ternana vs Taranto. Nel girone del Pisa la lotta per la promozione diretta è una sfida fra 3-4-3. Moduli speculari per Ternana e Taranto, che nell'ultimo scontro diretto si sono annullati a vicenda (altro 1-1). Terza incomoda la Pro Vercelli, con un modulo a "rombo" (4-3-1-2). Lo scorso anno a conquistare la serie B furono altre due formazioni votate al trio difensivo: la Nocerina di Auteri e la Juve Stabia del grande ex nerazzurro Piero Braglia. Stupire a 3. Le realtà più brillanti della serie A giocano come il Pisa: 3-5-2 per l'Udinese di Guidolin, che può vantare il capocannoniere del campionato (Di Natale). Il Napoli di Mazzarri, con un 3-4-2-1, si protegge bene e quando attacca si getta all'arrembaggio utilizzando gli esterni a mo' di ali aggiunte.

In zona salvezza il Lecce di Cosmi da apparentemente spacciato è tornato prepotentemente in corsa adottando il 3-5-2 e capitalizzando il giovane talento colombiano di Cuadrado e Muriel. Recente la conversione di Antonio Conte: un paladino del 4-2-4, allievo di Ventura e Toma, ha sposato il 4-3-3 (per sfruttare al meglio le qualità di Pirlo) ma ultimamente era addirittura passato al terzetto difensivo, salvo il ritorno sui propri passi a partire dal match pareggiato con il Chievo. Edy Reja tradizionalmente pratica il 3-5-2, sebbene ultimamente alla Lazio il 4-2-3-1 e il 4-3-1-2 abbiano regalato le maggiori soddisfazioni (derby compreso). L'unica squadra di testa saldamente ancorata alla difesa a 4 è il Milan, per altro premiato dai risultati.

Eccezioni in serie B. I "grandi vecchi" della cadetteria rimangono legati al quartetto arretrato. Quello di Giampiero Ventura e del suo Torino è il meno battuto del torneo . Ben diverso il discorso del Pescara, che con lo zemaniano 4-3-3 ha però l'attacco più prolifico. Il Verona di Mandorlini insegue giocando 4-3-1-2. Fra le prime 4 formazioni in graduatoria soltanto il Sassuolo di Fulvio Pea pratica il 3-4-2-1.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Tasse, Tari, Imu e multe: da oggi parte la rottamazione degli arretrati – Come fare domanda subito

di Redazione web