Sicurezza
Quando ad Ardito arrivò un ordine: impara da Pane
Il centrocampista del Como ricorda: «Giocavamo insieme nel Pontedera e io ero un giovane terzino, ma gli allenatori cominciarono a dirmi di osservarlo bene»
PISA
Nel Como c'è un pisano sotto mentite spoglie: effettivamente Andrea Ardito è nato a Viareggio, ma ancora in fasce si trasferì definitivamente nella nostra città.
Andrea, i tuoi natali nascondono la tua vera provenienza…
«In settimana Paonessa mi prendeva in giro, dicendomi che sto sempre a parlare del Pisa ed a cantare gli inni dei tifosi, quando in realtà sono nato a Viareggio. La verità è che sono un pisano doc».
Pane e Pugliesi sono stati tuoi compagni a Pontedera...
«Conosco bene Pane. Fui aggregato alla prima squadra quando lui era il capitano. Io e Pugliesi siamo amici. Abbiamo condiviso 5-6 anni, a partire dalle giovanili».
Anche Pane come te era un centrocampista: rappresentava il tuo punto di riferimento?
«Inizialmente giocavo da terzino sinistro, ma gli allenatori cominciarono a dirmi che avevo le caratteristiche di Pane e che avrei dovuto osservarlo bene, perché un giorno avrei ricoperto lo stesso ruolo. Lui negli anni ha dimostrato il suo valore. Io continuai da terzino, anche nell'amichevole vinta contro la Nazionale, ma poi passai davanti alla difesa».
Pure tu partecipasti alla straordinaria vittoria del Pontedera sugli azzurri di Sacchi?
«Un'emozione incredibile. Fui aggregato a metà febbraio. Due mesi dopo fui chiamato per quella gara e addirittura subentrai».
Anche voi avete un nuovo tecnico o Chiarenza ha semplicemente affiancato mister Manari?
«A Manari è scaduta la deroga. Ora Chiarenza collabora con lui. Al contrario di quanto capita solitamente quando si cambia l'allenatore, con Manari abbiamo ottenuto due sconfitte e un pareggio, ma vinto l'ultima partita a Foggia. In tutta la stagione abbiamo alternato belle partite ad altre non da squadra. Più o meno abbiamo compiuto lo stesso cammino del Pisa: in buona posizione a Natale e sconfitti quattro volte da gennaio in poi».
All'andata fu una gara particolare: di sera, interrotta da un black out e poi vinta dal Pisa…
«Mi colpì molto la solidità del Pisa, che ricalcava il carattere di mister Pagliari. Ho 35 anni e so che nel calcio basta poco per sbloccarsi e vincere su un campo difficile. Per questo avrei preferito che Pane fosse arrivato una settimana dopo».
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