Il Tirreno

Pisa

«Pisa, fai un’offerta e ne riparliamo»

di Massimo Berutto
«Pisa, fai un’offerta e ne riparliamo»

Tommaso Bellazzini si svincola a giugno e chiama i nerazzurri: «Un mese fa non c’era nemmeno l’accordo con il Cittadella»

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PISA

Pur con 11 partite da giocare e una salvezza da blindare, la società nerazzurra dovrà iniziare fin da ora a programmare il futuro, andando a caccia di calciatori che saranno svincolati il prossimo 30 giugno. Chi non è entrato dalla porta potrebbe passare dalla finestra: Tommaso Bellazzini, sogno proibito a gennaio, fra 4 mesi sarà libero, pronto a trattare con una nuova squadra senza chiedere il permesso al Cittadella. Con il fantasista pisano cerchiamo di riavvolgere il nastro a partire da ciò che è accaduto (o, meglio, che non è accaduto) nel mercato invernale.

Tommaso, quanto sei stato vicino al Pisa?

«In realtà molto meno rispetto a quanto se n'è parlato».

Lucchesi ha dichiarato di aver fatto l'ultimo tentativo a mezzora dalla chiusura delle trattative…

«Non sono mai arrivate proposte vere e proprie dal Pisa».

Però dallo Spezia sono giunte…

«Alla fine ho rifiutato perché non volevo andar via da Cittadella e dalla serie B. Ho preferito rinunciare perché non ero convinto».

Con il Pisa hai ammesso che si è verificato un contatto all'inizio di gennaio…

«Un interessamento c'è sempre stato nei miei confronti. È stato comunicato alla stampa, ma senza rivolgere vere proposte a me. Se sono ritenuto un giocatore forte, perché non mi è stata fatta un'offerta? Tra società non c’era alcun accordo: il Pisa aveva chiesto il prestito e il Cittadella aveva rifiutato».

Ti sei trovato in difficoltà con la tua città? Ci sei rimasto male?

«Non ci sono rimasto male, perché comunque sono in B e in una buona squadra. Si è puntato molto sul fatto che fossi pisano. Avrei preferito meno chiacchiere e una proposta concreta. Comunque capisco le regole del gioco durante il mercato. Conosco bene Lucchesi: l'ho avuto alla Fiorentina e lo stimo molto. Comprendo la sua posizione e non voglio criticare nessuno».

Una curiosità: è stato lui a portarti dalla Freccia Azzurra alla Fiorentina?

«In quel momento gestiva la prima squadra viola, non il settore giovanile. Mi ha conosciuto dopo, quando ero in Primavera. Non credo sia stato lui a concludere il mio trasferimento».

Torniamo a te: è aperta la strada per un rinnovo con il Cittadella?

«Non credo. Il Cittadella mi ha fatto un'offerta che non ho potuto prendere in considerazione. Aspetterò la fine del campionato. In fondo sta a me dimostrare il mio valore nei prossimi tre mesi».

E se si rifacesse vivo il Pisa?

«Ho preso in considerazione lo Spezia, che mi ha presentato un progetto e un forte interesse. Una dimostrazione concreta. A maggior ragione un’offerta la valuterei se arrivasse da Pisa, che per me ha un valore completamente diverso. Capisco però che servono molte coincidenze. Comunque resto dell'idea di voler un giorno, presto o tardi, giocare nel Pisa».

Intanto il tuo ex compagno Perna ha stracciato il proprio record di gol già a metà stagione…

«Sono contento che stia facendo bene. Vedo però che per il Pisa il 2012 non è iniziato bene e che è stato cambiato l'allenatore».

Anche a Cittadella Perna non esultava mai?

«Raffaele è un ragazzo tranquillo, pulito, umile. Uno che non vuole apparire. Era così anche a Cittadella».

Como: nuovo allenatore. Dopo la scadenza della deroga per il tecnico Manari, Il Como ha ingaggiato come allenatore Vincenzo Chiarenza. Già tecnico delle giovanili della Juventus, l'allenatore siciliano nelle ultime tre stagioni ha avuto esperienze sulle panchine di Ascoli e Sanremese. L'esordio di Chairenza sulla nuova panchina è previsto per sabato 25 febbraio proprio contro il Pisa.

Scommesse. Nell’ambito degli interrogatori sul calcio-scommesse il giocatore Carobbio ha confermato quanto già dichiarato dal collega Gervasoni a proposito del tentativo di combine della gara Pisa-AlbinoLeffe del 7 marzo 2009 (con i nerazzurri estranei ai fatti). Carobbio, che all’epoca militava nella squadra bergamasca, ha detto al pm: «Gervasoni ci riferì che c’era la proposta di quelle persone (il riferimento è agli scommettitori denominati “zingari”, ndr) affinché noi perdessimo la partita con il Pisa, evitando però di prendere gol nei primi minuti». Due dei giocatori contattati per la manipolazione del match si chiamarono fuori. «In seguito - ha aggiunto Carobbio - ci furono altri contatti e aderimmo all’accordo. Ci promisero 15mila euro a testa».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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