Il dolore
La denuncia di Pomponi arriva a Cremona
Procedura fallimentare, non ammessa la mega-richiesta Equitalia: «Era una cartella pazza»
PISA
Il tribunale di Roma dà ragione a Pomponi: la cartella Equitalia da 44 milioni emessa nei confronti di Iniziativa 2003 non è stata ammessa nel passivo fallimentare. «Macché 44 milioni, quella è una cartella pazza già contestata con un ricorso che il mio avvocato Di Matteo presentato tramite l 'ex curatore Francario alla commissione tributaria. E mi hanno dato ragione: a giugno ci sarà la discussione». Così l’ex presidente del Pisa Calcio il 15 gennaio scorso: ora il giudice delegato gli dà ragione.
E Pomponi passa al contrattacco su un altro versante, quello che rimane una ferita aperta per i tifosi del Pisa. La Procura di Roma infatti ha trasmesso a quella di Cremona il fascicolo aperto con l’esposto di Pomponi nei confrointi della «banda degli scommettitori». Un dato importante: fra le persone che Pomponi denuncia non c’è nessuno dei sui ex tesserati.
Pomponi, tramite l'avvocato Papa di Frosinone e l’avvocato Gianzi di Roma, si costituirà parte civile nel procedimento penale a carico dei resposabili dello scandalo Calcioscommesse. E chiederà il risarcimento dei danni materiali e morali a tutti i giocatori coinvolti.
Da tempo Pomponi aveva espresso al curatore fallimentare la convinzione che quel campionato, il cui esito portò prima alla retrocessione del Pisa e poi al fallimento della società che lo gestiva (Iniziativa 2003 di proprietà dello stesso Pomponi), fosse falsato da accordi illeciti fra tesserati di diverse società.
Ovviamente, comunque vada al Pisa non sarà restituita la B: l'azione giudiziaria è a titolo personale e quel Pisa Calcio non esiste più, o meglio esiste come società in corso di fallimento. Ma lo stesso Pomponi ha contattato diversi suoi ex colleghi per intentare un'azione comune volta a far invalidare l'intero campionato di serie B 2008-09.
Antonio Scuglia
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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