Il dolore
Polemica Figc-Uisp sulla questione campi
PISA Guerra (fredda?) fra la Figc provinciale e la Uisp: dopo l’attacco dell’ente di promozione riguardante i campi di gioco, arriva una altrettanto dura replica di Marco Maccheroni, delegato...
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Guerra (fredda?) fra la Figc provinciale e la Uisp: dopo l’attacco dell’ente di promozione riguardante i campi di gioco, arriva una altrettanto dura replica di Marco Maccheroni, delegato provinciale Figc: «Una polemica stupida e inconsistente nel merito», afferma.
Venerdi 3 febbraio alle ore 15,30, spiega Maccheroni, la Delegazione provinciale ha emesso un comunicato ufficiale straordinario in cui si disponeva la sosta causa maltempo, con le indicazioni di slittamento di una settimana di tutta l'attività calcistica Lnd e Giovanile: «Ciò è stato fatto dopo un pomeriggio di frenetiche consultazioni fra il Comitato Regionale e le varie Delegazioni. Alle 15 ci è pervenuta la disposizione di interruzione e noi abbiamo agito, ovviamente, di conseguenza, sospendendo l'attività provinciale».
Perché lo slittamento in toto dell'attività? «Si deve capire che decisioni del genere coinvolgono circa 700 Società della nostra regione, con alcune migliaia di squadre e che l'attività di queste si interseca fra le varie province. Noi avevamo riferito che in Pisa città non sussistevano problemi, ma bastava uscire dalle mura cittadine per incontrare difficoltà sia sui campi sia sulle strade».
Pertanto la sospensione in quelle condizioni era doverosa: «Dobbiamo avere la responsabilità di una visione d'insieme e non soffermarci ad una valutazione limitata al proprio orticello».
Ed ecco l’attacco: «Niente, dico niente, impediva che la Uisp tenesse d'occhio i nostri comunicati ufficiali, così come hanno fatto le società affiliate alla nostra Delegazione Provinciale (ben 146), ed inoltrasse a sua volta una comunicazione in tal senso alle proprie. In quanto agli auspicati "contatti", faccio rilevare che in Pisa gravitano 13 Enti Promozionali e che anche i Regolamenti Coni stabiliscono l'attività federale prioritaria rispetto a quella promozionale, senza nulla togliere, ovviamente, alla dignità che questa attività deve possedere, ma pur sempre nel rispetto dei ruoli. E questa non è arroganza né mancanza di considerazione come vorrebbe far credere Moni».
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