Finanza
Il nuovo modulo deve ancora dare risultati
PISA Alla fine anche Pagliari ha cambiato modulo. Un irriducibile paladino del 4-4-2 a Monza ha deciso di riconvertirsi ad un più prudente 4-1-4-1. Non era la mossa della disperazione, ma un progetto...
PISA
Alla fine anche Pagliari ha cambiato modulo. Un irriducibile paladino del 4-4-2 a Monza ha deciso di riconvertirsi ad un più prudente 4-1-4-1. Non era la mossa della disperazione, ma un progetto su cui Pagliari stava lavorando da tempo: nel 2012 il mister nerazzurro aveva già trasformato Strizzolo in un'ala destra, a gara in corso contro la Spal, ad Avellino e Foggia.
Neppure la nuova collocazione del francese Genevier ha ancora dato frutti. La posizione più bassa non ha attratto sui piedi del centrocampista transalpino tutte le trame del gioco nerazzurro, che tuttora tende eccessivamente al lancio lungo. Con Genevier davanti alla retroguardia la memoria ritorna all'ultimo Ventura. Il precedente non sarebbe di malaugurio, perché il tecnico genovese raccolse 42 punti in 35 gare, perciò se fosse stato in C1 (non nell'interminabile campionato di B) si sarebbe salvato tranquillamente. È un dato di fatto che anche i nerazzurri del 2009 erano fermi a 26 punti a gennaio dopo 4 sconfitte consecutive. Altra analogia: la conversione tattica (già in parte sperimentata nella gara persa a Grosseto) rimise in moto il collettivo con uno 0-0 in casa contro il Sassuolo.
La chiave tattica fu ancora il passaggio da un 4-4-2 (o 4-2-4) ad una sorta di 4-3-3. In realtà l'idea di Ventura non era esattamente quella di Pagliari: il primo scelse un modulo asimmetrico, rinunciando all'esterno di sinistra, con Alvarez e D'Anna piazzati entrambi sul versante destro e due punte centrali. Il trainer marchigiano invece ha salvaguardato la simmetria, facendo a meno di un'ala destra, sacrificando Strizzolo in quella posizione e lasciando Favasuli a sinistra.
Massimo Berutto
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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