Sicurezza
Silvia Spinelli: mai un rigore né un segno 2
L’arbitro barese conferma le sue statistiche. Ma per la prima volta non usa i cartellini
PISA
Il rigore negato ai nerazzurri nel finale a Monza per fallo su Favasuli e il risultato di 0-0 confermano in pieno le statistiche della signora Silvia Tea Spinelli di Terni.
L’arbitro, originario di Bari: (a Terni abita e lavora come ufficiale giudiziario per il Tribunale) nelle 10 gare dirette quest’anno non ha concesso neppure un tiro dal dischetto e ben 6 partite si sono concluse con un nulla di fatto.
Una vittoria esterna in Brianza avrebbe rappresentato quasi un record per il Pisa: dei 22 incontri di Spinelli in Lega Pro, soltanto uno è terminato con un successo in trasferta, della Vigor Lamezia per 3-1 l’anno scorso sul terreno del Milazzo.
L’assoluta assenza di cartellini in Tritium – Pisa è invece un primato anche per il direttrice di gara umbra (nativa di Bari).
Di solito le partite di Spinelli sono caratterizzate da una media di 4-5 ammonizioni. Un arbitro poco severo, all’inglese, come dimostrato dall’unica espulsione comminata in 22 sfide professionistiche, sempre in Milazzo-Vigor Lamezia, a danno di un fresco ex nerazzurro: Nicola Lanzolla, appena tornato a giocare proprio in Sicilia.
Si conferma per il Pisa una cattiva tradizione calcistica “in rosa”: la guardalinee Romina Santuari di Trento segnalò un veniale fallo a gioco fermo di Puggioni su Cipolla, causando l’espulsione del portiere durante il derby perso a Grosseto nel 2007, mentre una procuratrice federale annotò una presunta bestemmia di Carparelli nel Pisa – Cavese del 2010-11, anche se poi il capitano vinse il ricorso.
Unico caso a favore, l’assistente arbitrale che a Ferrara non vide il mani di Perna per il gol del momentaneo vantaggio nerazzurro.
Massimo Berutto
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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