Sicurezza
Raggiunta finalmente quota 27 sembrava una vetta himalayana
MONZA Trasferta al Brianteo di Monza, stadio che evoca ricordi della finale playoff di 5 anni fa, anche se l'avversario non è la squadra “di casa”, ma la Tritium. Si parte con temperature (e...
MONZA
Trasferta al Brianteo di Monza, stadio che evoca ricordi della finale playoff di 5 anni fa, anche se l'avversario non è la squadra “di casa”, ma la Tritium. Si parte con temperature (e abbigliamento) da settimana bianca: lungo la Cisa il termometro segna fino a 7 gradi sotto lo zero.
Arrivati a destinazione fa un bel calduccio (i gradi sotto zero sono appena 2), ma quello che è più triste è giocare una volta di più in uno stadio semivuoto, anche se in qualche modo ingentilito dal paesaggio natalizio.
Dopo un primo tempo sofferto, i (più o meno) ragazzotti ritrovano un po' della loro arma migliore (la compattezza) ed escono indenni, issandosi finalmente a quella quota 27 che aveva assunto le sembianze di un “8.000” himalayano.
Menzione speciale per il barista della tribuna che, in ossequio alla legge della domanda e dell'offerta, nell'intervallo si è fatto pagare “appena” due euro e mezzo un bicchiere di tè caldo. Detto tra noi, se ne avesse chiesti cinque, non avremmo battuto ciglio… (a.v.)
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