Attenzione
Quando l’esperienza non è sempre meglio della spensieratezza
PISA «Bisogna essere spensierati. Senza mancare di rispetto a nessuno dobbiamo impostare il nostro gioco. Se iniziamo a fasciarci la testa, è l’inizio della fine». Mauro Calvi, valido centrocampista...
PISA
«Bisogna essere spensierati. Senza mancare di rispetto a nessuno dobbiamo impostare il nostro gioco. Se iniziamo a fasciarci la testa, è l’inizio della fine». Mauro Calvi, valido centrocampista della Pro Vercelli, domenica scorsa descriveva mirabilmente com’era e doveva continuare ad essere la sua squadra, ma senza saperlo ci rivelava ciò che non è più il Pisa. Una ricetta che, disattesa in pieno (senza volerlo), ha prodotto le quattro sconfitte di fila. Quando i “ragazzotti” hanno cominciato a pensare più che a correre hanno smarrito la strada che li stava conducendo, sorprendentemente, verso i playoff.
In fondo non sono stati gli under ad affondare sotto i colpi della Pro Vercelli. Domenica scorsa il Pisa ha consumato il primo di tre bonus a disposizione per schierare una squadra di soli over senza perdere i contributi federali. La società ha perso qualche quattrino senza neppure la consolazione di muovere la classifica. Per la prima volta Pagliari è stato “tradito” da una formazione “anziana”, come quella (a livello anagrafico) che lo scorso anno gli regalò 20 punti in 9 gare (tolta la partita “degli under” persa a Foggia).
Il periodo più ricorrente nelle interviste del mister («I problemi di una squadra sono sempre collettivi») assume sempre meno le sembianze di una frase fatta e sempre più le fattezze di una verità. Non è bastato infatti mettere da parte i meno esperti per ritrovare lo smalto dei tempi migliori. Se la sconfitta di Foggia nel 2010-11 puntava il dito sull’inesperienza degli under, giustificando la rinuncia al loro impiego, la debacle con la Pro Vercelli indirettamente li rilancia. I nerazzurri possono e devono ritrovare la propria anima di squadra giovane e sfrontata. (m.b.)
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