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Anche Ventura perse quattro gare di seguito

Anche Ventura perse quattro gare di seguito

Successe nella stagione 2008-09, ma esonerarlo si rivelò un errore pagato con la retrocessione

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PISA

«Non avevo mai vissuto un periodo del genere. Mai perso quattro partite di fila». Eppure questa affermazione (di Dino Pagliari) l’avevamo già sentite... Tali e quali le parole di Giampiero Ventura esattamente tre anni fa. Era stato proprio il tecnico genovese l’ultimo a perdere quattro partite di fila, e per ben due volte nel 2008-09 in B. La prima striscia negativa proprio a gennaio, leggermente anticipata rispetto al caso odierno, con inizio alla fine di dicembre (nel match prenatalizio di Piacenza) e conclusa il giorno 31, con uno 0-0 interno spartito con il Sassuolo. Una caduta ben più rovinosa di quella accusata dai nerazzurri di Pagliari: 1-0 a Piacenza, 1-3 in casa con il Rimini, 4-0 a Brescia e 4-1 a Grosseto. Anche a Ventura venne confermata la fiducia e la squadra rispose raccogliendo 16 punti nelle successive 9 gare. Per salvarsi adesso basterebbero.

Poi una seconda quaterna di sconfitte, stavolta quasi tutte di misura, fu decisiva per il destino dell’allenatore e, a cascata, di un’intera stagione. Alla stessa annata risale anche l’ultima sconfitta interna con 3 gol di scarto: lo 0-3 con il Cittadella (tripletta di Bonvissuto). Un 1-4 non si verificava da Pisa-Lanciano 2005-06. Curiosamente tra gli abruzzesi, come tra le file della Pro Vercelli, c’era Alessandro Armenise (in panchina), unico pisano, anche allora, ad esultare all’Arena. L’errore, riconosciuto da più parti (anche da Pomponi), fu quello di esonerare Ventura, che aveva saputo superare brillantemente la prima crisi di quattro partite. Pagliari conserva il posto e può vantare una curiosa ma significativa statistica: su 6 esoneri subiti (uno doppio a Ravenna) in 4 casi è stato richiamato, riconosciuto dunque come una possibile cura, non la principale causa della malattia. Il tecnico maceratese, quando ha chiuso una stagione, non è mai retrocesso.

Massimo Berutto

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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