Il dolore
Il regista francese e non solo: a volte ritornano
Sono sempre più numerosi i rientri sotto la Torre. E aumentano anche i doppi ex con il Livorno
PISA
Gael Genevier si prepara al suo secondo debutto in nerazzurro. Luca Tognozzi, che non arrivò a Pisa nell’estate 2008 perché il transalpino all’ultimo momento non accettò lo scambio con la Reggina, per colpa del francese è tagliato fuori ancora una volta. A Pisa si sta bene, ormai è chiaro. Dalla fine della presidenza di Anconetani, che non ha mai amato i cavalli di ritorno, in 16 delle ultime 18 stagioni Pisa ha assistito ad almeno il rientro di un grande ex, in veste di calciatore, allenatore o dirigente.
Genevier è dunque l’ultimo di una lunga serie. Tra i protagonisti del fantastico biennio 2006-2008, prima del “francesino” già Calori, Raimondi e Passiglia avevano ceduto al richiamo della nostalgia. Non è la prima volta che un giocatore passa dal Livorno al Pisa o viceversa. Nell’inverno 2006 fu un altro centrocampista, Gambadori, a svestire l’amaranto per indossare il nerazzurro. Idem accadde al difensore Marcato nell’estate 1998. Ben prima di entrambi (88-89) un giovanissimo Massimiliano Allegri, labronico doc, esordì in A sotto la Torre pendente e poi tornò sui propri passi. Due glorie del primo Pisa promosso in A nel 1968 venivano proprio dalla città dei Quattro Mori: Luigi Mascalaito e Pierpaolo Manservisi. Anche Lino De Petrillo ha unito l’eternamente diviso. Di successo la doppia esperienza di Giampaolo Grudina, portiere record del Livorno nel 1983-84, ceduto al Pisa, di cui difese i pali in A e nella storica gara-promozione di Cremona (1987).
Ancora, per Gianluca Signorini addirittura un doppio ritorno in entrambe le sponde: cresciuto nel Pisa, passato al Livorno, tornato all’ovile da calciatore e poi da dirigente, richiamato nel settore giovanile amaranto fino ai primi sintomi di una terribile malattia.
Massimo Berutto
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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