Attenzione
Il calciomercato, croce e delizia di gennaio
Gli innesti invernali hanno spesso deciso le sorti nerazzurre, sia nel bene che... nel male
PISA
Fin dalla sua introduzione, che risale al 2000, il mercato di gennaio ha rappresentato il vero spartiacque di una stagione agonistica. Un lunghissimo mese in cui si costruiscono le possibili fortune di domani ma talvolta, nell’instabilità creata dalla ridda di voci, si lasciano punti per strada che alla fine peseranno.
«E’ un periodo di assestamento – aveva sottolineato Pagliari la scorsa settimana –: qualcuno vorrebbe andare altrove a giocare, ma noi dobbiamo rimanere uniti». Dopo due sconfitte nelle prime gare di gennaio, è fondamentale non perdere altro terreno da qui al 31, a Foggia e contro la Pro Vercelli.
Il Pisa si gestì nel 2000: tre vittorie e un pareggio (a Livorno) mentre si metteva a punto l’ingaggio di Alfonso Greco, Ferrari e Varricchio (già a segno nel derbyssimo). Perfetta anche la gestione del 2002: una squadra in crisi strappò due preziosissimi successi e realizzò altrettanti acquisti decisivi, ingaggiando Frati e Cagnale, quest’ultimo versione-bomber contro il Monza. Subito in gol anche Fanucchi (con il Barletta) l’anno passato e in tutto una vittoria, un pareggio e un passo falso. Braglia tenne strette le briglie della squadra nel 2007 e, nonostante le bufere scatenate dalla cessione di Puggioni, collezionò due affermazioni e una sola sconfitta nel primo mese del calendario, quando si affacciò Fabio Ceravolo, il vero uomo in più dei playoff.
Niente male la conduzione nel 2008: due rotonde vittorie (1-4 a La Spezia, 1-5 a Frosinone) e due pari fra Capodanno e i primi giorni di febbraio, ma i rinforzi non migliorarono la squadra.
Punti persi. Il fallimento del 2009 cominciò nel mercato di gennaio. Gli acquisti furono di valore - basta vedere dove giocano adesso Bonucci (Juventus), Leandro Greco (Roma), Antenucci (Torino), più l’ottimo D’Anna - ma non si espressero a pieno e furono pagati a caro prezzo, al di là del valore economico: nel caos totale, con molti nerazzurri in bilico e un diesse (Cinquini) esonerato ma ancora in carica, il Pisa incappò in 3 sconfitte (4 considerando quella prenatalizia a Piacenza, causata dal rigore fallito da Lupo Greco) e un misero 0-0.
Anche solo pareggiando in casa con il Rimini, probabilmente Albinoleffe-Ancona e Pisa-Brescia non avrebbero fatto la storia del calcio recente, almeno nella nostra città.
Massimo Berutto
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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