Il dolore
Fugare i piccoli scricchiolii
Marco Barabotti
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Lallenatore nerazzurro Dino Pagliari La verità dalla prossima doppia trasferta
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Il Pisa è assente per un tempo e a poco serve la sua reazione nel secondo. Una giornata storta, con la squadra che ha cominciato male il 2012: impacciata, sottotono, che per 45' ha camminato più che corso e con l'allenatore che ci ha messo parecchio del suo per farla diventare così brutta. Ci sta che un allenatore che sta facendo bene, possa ogni tanto fa storcere la bocca. Come lo abbiamo elogiato tante volte, ci sentiamo oggi di criticare alcune sue decisioni. Primo: se temeva la fisicità degli attaccanti della Spal allora perché ha tolto Buscaroli, uno dei difensori migliori da un po' di mesi a questa parte? Perché ha schierato contemporaneamente tre giocatori (Ilari, Raimondi e Scampini) che venivano una un lungo periodo di inattività? Non si può giocare poi con un centrocampo senza fosforo. Questo però è forse un limite più strutturale che contingente, come quello di un Pisa spesso troppo contratto, almeno in diversi primi tempi di questo campionato. Infine la giustificazione di schierare nel finale Audel centravanti per sfruttare meglio le palle alte, ci sembra una soluzione assai discutibile, visto che Carparelli se era in panchina vuol dire che era abile e arruolato e uno scampolo di partita poteva farlo. Ci sarebbero anche altre cose da dire, ma ci fermiamo qui. Certo, un primo tempo brutto come quello contro la Spal non può annullare quanto di buono è stato fatto sino ad oggi. Crediamo in questa squadra, in questo gruppo e in questo allenatore. Ma intravediamo anche qualche scricchiolìo: Obodo fuori per punizione, Carparelli che sembra sia caduto in una sorta di strano limbo. Bene, c'è un modo solo per fugare le piccole ombre che si affacciano: un grande spirito di reazione nelle due difficili trasferte consecutive di Avellino e Foggia. Qui si gioca il futuro del Pisa: rientrare nella corsa playoff o dover ripiegare verso una tranquilla salvezza.
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