Proteste
«Daspo, sediamoci e parliamone»
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Sbrana con Lucchesi e Battini Appello di Sbrana e dei tifosi, interviene anche il sindaco
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PISA. Una mano tesa agli ultrà e un'aperta critica ai Daspo non motivati da comportamenti violenti o pericolosi, da Stefano Sbrana, socio di minoranza (8%) del Pisa. Che ieri ha lanciato un appello a questo proposito. «Affinché - dice Sbrana - tutti i soci del Pisa, le istituzioni con il sindaco a capo e gli esponenti della Questura possano fare un tavolo rotondo per sviluppare un dialogo. Ho potuto conoscere dal comunicato dei ragazzi della nord dell'ennesimo Daspo inflitto per comportamenti che all'apparenza sono - di fatto - pacifici. La legge va rispettata e parimenti il massimo rispetto va tributato a chi la applica, nondimeno ritengo opportuno rilevare che a Pisa, nelle ultime due stagioni, si siano avuti episodi (a partire da Pisa Chioggia del 27.3.2010 fino alle ultime multe per i megafoni) che ci impongono di riflettere, perché così si rischia di fare svanire la passione del tifo nerazzurro. Che è la nostra prima forza». Sulla stessa falsariga il portale iotifopisa.com che sulle ultime multe (con Daspo) ha inviato una lettera aperta al sindaco: «Capiamo che per le autorità - scrive lo staff del portale con un intervento postato ieri da Pietro Fasano - non possa certo essere questo il problema più importante del quale occuparsi, ma proprio perché i problemi sono ben altri e molto più gravi, non trova che per queste banalità la pubblica sicurezza ci perda un po' troppo tempo da un po' di mesi a questa parte? Si parla di sicurezza negli stadi o c'è sotto qualcos'altro? Secondo noi, umilmente, Lei da primo cittadino di questa città dovrebbe garantire che i diritti fondamentali dei suoi concittadini siano preservati. Sicurezza sì, repressione no». Lo stesso Filippeschi ha risposto in serata su Facebook: «Mi dispiace davvero. Come sempre ho fatto m'informerò e m'impegnerò con il Signor Questore perché si affronti il problema con il massimo di comprensione e di intelligente duttilità, nelle regole. E nei mesi passati qualche risultato significativo poi si è raggiunto. Purtroppo vi sono anche automatismi dovuti ad una legislazione discutibile, anche se causata dai gravissimi eccessi che è stato necessario fronteggiare e sui quali dobbiamo sempre usare parole chiare di condanna e d'impegno».
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