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Pisa

L’avvocato Stefano Mattii dopo il summit a San Rossore

«Crisi dell'ippica: il montepremi cala del 12,4%, non del 40%»

Una gara a San Rossore
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Una gara a San Rossore

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 PISA. La crisi dell'ippica rimane, così come lo sciopero nazionale fino al 12 gennaio, ma i numeri - o meglio le percentuali - sono diversi da quelli emersi dalla riunione di lunedì a San Rossore.  Lo afferma l'avvocato cassazionista Stefano Mattii, del Foro di Fermo, legale molto noto nell'ambiente ippico. Mattii era presente alla riunione e spiega, fornendo una documentazione a supporto della sua analisi: «Plaudo al progetto del Comparto ippico, colà esposto da Carnevali, per la riforma dell'Ippica, affinché ritorni a vivere di luce propria, avendone le potenzialità, in primis l'amore per il cavallo, di cui l'ippica pisana ed il suo stupendo ippodromo ne sono esempi, fieri per la vostra città. Nell'attesa che otteniamo le riforme, però l'ippica deve vivere tutti i giorni ed è matematicamente errato che lo faccia col -40% di diminuzione montepremi calato dall'alto dall'Assi».  I dati corretti, informa il legale, sono riportati dalla Gazzetta dello Sport di ieri. «La previsione del Montepremi per le corse 2012, - spiega Mattii - con gli stessi numeri che ora fa pubblicare Assi, è la seguente. Entrate: 265 milioni (30 dal Ministero + "235 disponibili", come scrive Gazzetta). Uscite: 60 milioni per pagare gli ippodromi 43 "costi di gestione" Assi (questo dato si ricava in linee guida Assi sottraendo ai 215 delle risorse, inizialmente indicate (175 + 40), i 111 per montepremi ed i 61 per ippodromi, lì indicati). 162 è quindi il residuo disponibile nel 2012 per il montepremi».  Cosa ne consegue? «Se lo stanziamento 111 pensato per il 2012, sviluppa il -40% rispetto al 2011, che aveva un montepremi di 185 milioni, ora i 162 milioni danno una diminuzione rispetto ai 185 del 2011 del 12,4% e non del 40%! Quindi per il contingente occorre far rilevare l'errore ad Assi nel mantenere la previsione del -40%, fargli stanziare 162 e non 111, e, comunque, chiedergli subito il perché del mantenimento del -40%, a fronte dei numeri fatti pubblicare sulla Gazzetta».

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