Attenzione
Il Pisa esterofilo: campioni e bidoni
Massimo Berutto
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Klaus Berggreen Presentato il volume sugli stranieri indimenticabili
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PISA. Campioni o bidoni. Senza mezze misure. È il destino dei calciatori sbarcati in Italia carichi di speranze e di attese, soprattutto negli anni 80, quando le frontiere, a differenza di adesso, erano ancora controllate e i pochi possibili ritocchi «esotici» determinavano il successo e il fallimento di una stagione. Proprio «Campioni e bidoni» è il titolo di un interessante volume pubblicato dall'Associazione Cento (edizioni Il Campano) e già disponibile in edicole, librerie oltre che nei punti vendita nerazzurri (Pisa Point, Solo Pisa) al prezzo di 19 euro. Presentazione in grande stile al Tennis Club Pisa (il cui bar è gestito dal «campione» Paolo Andreotti), alla presenza del presidente nerazzurro Carlo Battini, della figlia Carla, e degli attuali rappresentanti della legione straniera rossocrociata, ossia l'argentino Raimondi, il francese Audel e il nigeriano Obodo. Obiettivo puntato su oltre 40 stranieri, compresi quelli naturalizzati. Di ciascuno una completa raccolta di statistiche, molte curiosità e qualche aneddoto rivelato da tecnici e giornalisti, come Aldo Gaggini e Alessio Carli, che negli anni hanno seguito da vicino le vicende della squadra. «Abbiamo riscritto la storia del Pisa attraverso gli stranieri», ha sintetizzato Carli, lasciando la parola a Battini: «Ringrazio l'amico Alberto Zampieri, presidente dell'Associazione Cento, gli autori e l'editore per questo libro. Rivolgo due auguri: uno all'associazione perché continui nelle proprie iniziative per far ricordare le vicende del Pisa e un altro agli stranieri di oggi, perché siano più bravi di quelli presentati nel libro». Il patron nerazzurro passa in rassegna i tre nerazzurri venuti da lontano: «Raimondi ha trovato la sua seconda giovinezza. Audel non è più il giocatore dello scorso anno e ha un destino luminoso davanti a sé. Come Obodo, a cui auguro di dare continuità, visto che ha mezzi fisici e tecnici da serie A». Parola a Gaggini, che ha ricordato i primi due stranieri della sua carriera giornalistica pisana: «Quando arrivai da Tuttosport vennero acquistati Berggreen e Caraballo. Il primo si è affermato a livello mondiale, del secondo ricordo una bellissima partita a Torino contro la Juventus, ma fu l'unica». Gaggini ama una nazionalità in particolare: «I migliori stranieri sono quasi tutti argentini: Chamot, Simeone, Zavagno, Castillo e ovviamente Raimondi. Incarnano lo spirito battagliero che rispecchia quello della città. Dunga è stato un brasiliano atipico, con il carattere da argentino». Fra le altre prestigiose collaborazioni spicca il nome di Mauro Viviani, allenatore del Pisa nel 1992-93 (e per molti anni vice mister), già autore di altre pubblicazioni di successo. Ma chi sono i campioni e i bidoni per i tifosi? Quattro nomi per ambo le categorie sono emersi da un rapido sondaggio aperto fra coloro che hanno curato il testo. Il cuore batte per Berggreen (capitano glorioso), Kieft (Scarpa d'oro 1982), Dunga (campione del mondo con il Brasile nel'94, ai danni, ahinoi, dell'Italia) e Raimondi (tra passato e presente). Dietro la lavagna Caraballo, Severeyns, il cileno Sanchez (dotato però di una rara simpatia) e il maltese Agius, alcuni dei quali sono riusciti a mettersi in luce lontano dall'Italia. Spazio alla multimedialità: nel libro sono disponibili alcuni qr-code. All'apparenza sono strane figure composte di quadratini, ma di fatto sono equivalenti all'indirizzo di una pagina web. Basterà fotografarli con il proprio cellulare (se provvisto di apposito lettore) per accedere ad una quindicina di video, disponibili in Rete (uno su tutti: la staffilata di Dunga nella porta di Zenga in un Pisa-Inter del 1987-88). Una lunga fatica editoriale ma non sarà l'unica, bensì il primo volume di una collana, che presto dedicherà altri libri alle figurine dei calciatori nerazzurri, agli adesivi dei gruppi ultrà, alla cronaca delle partite più belle e agli allenatori che hanno fatto la storia in questa città.
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