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IL PUNTO

Superata la prova maturità: è un Pisa che può aspirare ai playoff

Marco Barabotti
Benedetti al tiro, Di Deo si protegge
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Benedetti al tiro, Di Deo si protegge

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A Taranto il Pisa ha superato la prova di maturità necessaria per legittimare aspirazioni di playoff. Dimostrazione di carattere, compattezza, personalità e piena versatilità di adattamento dei giocatori nel ricoprire ruoli diversi da quelli abituali. A significare anche la grande capacità del loro allenatore a reinventare di partita in partita un Pisa sempre diverso per i tanti infortuni o squalifiche, senza alcun scadimento. Eppure davanti c'era un Taranto non solo prima forza del campionato - ha qualcosa di più anche della Ternana capolista -, ma che schierava un "undici" senza under, contro un Pisa che ne aveva sette. Eppure i 52 anni di differenza tra le due squadre non si sono visti, tanto che a livello di esperienza dimostrata, ne hanno avuta di più i nerazzurri degli avversari. Retroguardia solida, grazie anche alla partecipazione di tutto il complesso alla fase difensiva e polveri accese all'inizio di ripresa quando Perez per due volte ha avuto la palla per andare in gol, sciupando malamente.  Dunque un Pisa in crescita, che ha nel suo gruppo modellato da Pagliari la sua grande risorsa: una perfetta osmosi tra i pochi "anziani" e i tanti giovani. Nell'anticipo di venerdì prossimo col Viareggio ci sarà la prova del nove definitiva: una vittoria significherebbe con ogni probabilità l'aggancio ai playoff. È ora anche di affinare la lista dei rinforzi che a gennaio potrebbero lanciare ancora di più il Pisa verso il sogno promozione. Dopo Taranto, ne vale la pena più che mai.  

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