Il Tirreno

Pisa

Favasuli cala l'asso: il Pisa vince all'87'

Antonio Scuglia
Carparelli e Perna
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Carparelli e Perna

Una magistrale punizione mette ko il Pavia davanti ad oltre 4500 spettatori

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 PISA. Una pregevole punizione di Favasuli a tre minuti dalla fine lancia il Pisa verso l'alta classifica: l'1-0 contro il Pavia porta la squadra di Pagliari a un solo punto dalla zona playoff. Gli ospiti probabilmente non meritavano di perdere, avendo messo in difficoltà i nerazzurri (che hanno sofferto molto le assenze a centrocampo di Scampini e Obodo) per quasi tutta la partita. Ma non possono gridare al furto: il fallo su Mezacolli su Berardocco che ha portato alla punizione decisiva era netto.  Peccato solo che il match winner sia stato ammonito, pochi minuti prima del gol, e domenica prossima debba saltare per squalifica (era diffidato) la gara esterna contro il Taranto.  Sia lui che Carparelli si sono visti sventolare il cartellino giallo per proteste dall'arbitro Soricaro, la cui direzione di gara è apparsa piuttosto modesta.  Zero ammonizioni nel primo tempo, in cui il costante ricorso al fallo tattico del Pavia non è stato punito; ben sette nella ripresa, senza che si sia visto un intervento cattivo. E tante interpretazioni piuttosto balzane, ma su molte di queste non ha colpa: i guardalinee Alassio e Bottegoni lo hanno assistito maluccio.  Non è però colpa dell'arbitro se il Pisa ieri non ha brillato, anzi è stato il Pavia a rendersi più pericoloso. Gli ospiti, per vigoria atletica e spirito agonistico, non sembravano meritare la loro precaria situazione di classifica, e in attacco sia il centravanti Marchi (autore di diversi colpi di testa) sia gli esterni, ovvero il rapidissimo Bufalino e il talentuoso Falco, hanno fatto vedere delle buone potenzialità.  Ma non l'hanno buttata dentro, anche per merito di qualche bel recupero di Audel che sembra avere dei piedoni misura extralarge e soprattutto del colpo di reni di Pugliesi al 12' del secondo tempo, ad alzare sopra la traversa un bellissimo sinistro a girare di Falco. E nel calcio, quando giochi bene ma non la butti dentro, è noto sin dai tempi di Matusalemme che prima o poi la paghi cara.  Il Pisa in effetti non è riuscito quasi mai a rendersi pericoloso. In avanti ritrovava Carparelli, solo soli 33 giorni dall'intervento al menisco, ma il capitano non poteva avere ancora i giri giusti nelle gambe contro un avversario che teneva altissimo il ritmo del gioco. E il centrocampo si è trovato in costante difficoltà, dato che Pagliari ha solo tre centrali di ruolo nella rosa e due di loro (Obodo e Scampini) erano ko. Però ha pur sempre spaventato il portiere avversario all'inizio della ripresa (Berardocco non ha trovato il tocco giusto dopo un batti e ribatti in area), e la disperazione di Mezacolli dopo il fallo sullo stesso Berardocco, al 42' della ripresa, è stata una triste premonizione per il Pavia: palla piazzata leggermente sulla destra, a 20 metri dalla porta, e sinistro disegnato da Ciccio Favasuli sul primo palo, per la gioia dei tanti sportivi accorsi all'Arena e autori di un tifo infernale per 95 minuti: oltre 4500 paganti nonostante la diretta Rai. Nel primo tempo cori e striscioni per ricordare il Presidentissimo Romeo Anconetani, 12 anni dopo la sua scomparsa.  Arriva lo sponsor. Il palcoscenico offerto dal posticipo di ieri sera è stato anche il trampolino di lancio per la nascita di una sinergia tra il Pisa 1909 e l'azienda Sant'Ermo, il cui logo proprio a partire da ieri sera fa bella mostra di sè sulle casacche nerazzurre.  Nel pre-partita il presidente Carlo Battini e il direttore generale della Sant'Ermo Antonio Pratali hanno consegnato a capitan Marco Carparelli la nuova casacca da gioco ufficiale, che ha debuttato proprio nel match contro il Pavia.  

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