Il Tirreno

Pisa

La sconfitta non ridimensiona Cichello

Riccardo Silvestri
<b>BOXE. </b>Il mediomassimo pisano Dario Cichello
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BOXE. Il mediomassimo pisano Dario Cichello

Il pugile pisano ha sfiorato la riconquista del titolo italiano

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 PISA. La rabbia e il coraggio. Dario Cichello non ce l'ha fatta a riportare sotto la Torre la cintura di campione italiano dei mediomassimi: sul ring di Enna il siciliano Danilo D'Agata ha respinto il suo assalto vincendo ai punti. Dopo la sfida nell'animo di Cichello trovano sfogo la rabbia per l'occasione mancata e l'orgoglio di aver combattuto ad armi pari con un pugile più giovane, imbattuto e favorito dal fattore ambientale: «Se questa sfida fosse andata in scena davanti al mio pubblico non so come sarebbe andata a finire» racconta Dario.  «Certo, non ho niente da recriminare perché D'Agata ha dimostrato tutto il suo valore però lo scarto di punti finale è forse un po' eccessivo. Mi sono giocato le mie carte, ho sofferto nelle prime riprese ma poi ho saputo mettere in difficoltà il mio avversario. Nelle ultime riprese ho capito di essere sotto nel punteggio e ho cercato il colpo risolutore ma D'Agata si è difeso bene, non mi ha concesso alcuna possibilità limitando i danni».  Gli ingredienti di questa sconfitta sono diversi: la bravura dell'avversario, il fattore campo avverso e sicuramente anche la difficoltà di un match nato praticamente dal nulla: «Questa è la boxe, purtroppo. Ho lavorato per settimane senza un reale obiettivo, dovendo cercare dentro di me i giusti stimoli. Poi è arrivata questa possibilità importante da prendere al volo ma forse i tempi sono stati troppo ristretti. Non ho però rimpianti, so di aver dato tutto me stesso e di aver avuto al mio fianco sul ring e in questi ultimi giorni tante persone che mi hanno voluto bene a cominciare dagli uomini del mio angolo, il maestro Luigi Tassi e Gianluca Urbani».  E adesso? «Sono stanco, molto stanco. Vengo da un periodo di duro lavoro, di sofferenze e di privazioni e quindi adesso voglio soltanto pensare a riposarmi un po' a tornare a fare la vita di una persona qualsiasi. Tra un paio di settimane mi siederò intorno a un tavolo assieme al mio staff e al mio manager per capire il da farsi. Valuterò bene tutte le possibili soluzioni partendo dal fatto che questo match non ha aggiunto niente alla mia carriera ma non ha neppure significato alcun passo indietro. Posso ancora lottare per qualcosa di importante».

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