Il Tirreno

Pisa

Battini e Camilli, dichiarazioni di pace

Antonio Scuglia

Il socio Stefano Sbrana: accordatevi, non portiamo l'Ac Pisa in tribunale

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 PISA. Vediamo se stavolta all'accordo ci siamo davvero, dopo che un po' troppe persone hanno voluto metterci un po' di veleno gratis. Ieri sera Battini e Camilli si sono risentiti: il primo è disposto a ritirare la sua diffida contestualmente alla firma dell'acquisto; il secondo dice che terrà senz'altro fede ai patti e venderà il suo 51% al socio secondo l'accordo già trovato, senza frapporre alcun ostacolo.  In questi ultimi giorni un bel po' di persone si sono mosse per «togliere il Pisa dalle mani del tribunale» (parole dell'avvocato Bottone): il Comitato dei soci-tifosi presieduto dalla stesso Bottone, Cesare Cava, Angelo Palmas. E Stefano Sbrana (titolare dell'8%), che ieri per primo è uscito allo scoperto con un comunicato breve ma significativo: «Quale socio di minoranza della AC Pisa 1909 srl, sento il dovere ed il diritto di richiamare i due presidenti, Carlo Battini e Piero Camilli a comportarsi come i due galantuomini, che ho avuto il piacere di conoscere in questi anni. Respingo fortemente ogni tipo di azione giudiziaria, e nel contempo richiedo con forza e calore ad entrambi di volere rinunziare a fronteggiarsi innanzi al tribunale, invitandoli ad avere fiducia l'uno verso l'altro. Faccio preghiera a Carlo Battini di rinunziare alla causa, ed a Piero Camilli di vendere a Battini secondo gli intercorsi accordi. Da una lite in Tribunale ci rimettono tutti, e soprattutto il nostro amato Pisa, la città,i tifosi, i ragazzotti, il mister e i tesserati tutti: mantenete gli impegni presi per dare a loro la giusta serenità per un campionato dignitoso e pieno di soddisfazioni».  Camilli, pur amareggiato per le ultime vicende, ci ha dichiarato: «Certo che vendo alle condizioni pattuite, lo avrei già fatto se lo stesso giorno che abbiamo parlato con Battini non fosse arrivata quell'assurda diffida. L'ho messo anche per iscritto. Accetto di essere pagato in tre anni, addirittura se Battini non volesse comprare, alle stesse condizioni temporali comprerei io il 40%. Spero che Battini ritiri la diffida per tempo e firmerò».  Poi lo sfogo: «E' chiaro che sono amareggiato. A Pisa non sono riuscito a fare quello che volevo. Ero troppo lontano, non sono stato invitato neanche alla festa della promozione, sono stato scavalcato nell'affare della Cittadella dello sport. Battini deve dimostrare di avere la statura per fare il presidente a Pisa: siamo in un girone ridicolo, da luglio dico di comprare i giocatori, non si è preso Graffieri che chiedeva 70mila euro e ora è andato al Gubbio. La squadra dà tutto però è giovane e "tenera", sono ragazzi in gamba ma non si vince solo con i giovani».  Ma torniamo alla cessione delle quote: «Confermo tutto. Battini ritira la diffida e io gli vendo le quote. Subito».  Messaggio recepito da Battini, che abbiamo subito contattato e ieri sera ha richiamato il suo socio. «Senz'altro - ci ha detto il presidente nerazzurro - si guarda di far tutto contestualmente, ritiro della diffida e passaggio delle quote. Non ci sono problemi per me, voglio chiudere la vicenda con la firma, sto lavorando per questo».  Il popolo nerazzurro ora attende l'annuncio. Ufficiale e di entrambi, ovviamente. E poi sotto col Foligno, e il resto del campionato.  

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