Il Tirreno

Pisa

Intanto Cesare Cava fa un passo indietro considerando esaurito il suo compito di consulente

Pisa, un nuovo alleato per Battini

Francesco Loi
Il terreno dove dovrà sorgere la cittadella dello sport
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Il terreno dove dovrà sorgere la cittadella dello sport

Accordo con un imprenditore della provincia che farà da sponsor

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 PISA. Ogni giorno uno scossone. Così, mentre Carlo Battini replica ai tifosi della Nord, Cesare Cava (uno dei consulenti-traghettatori nella diatriba Camilli-Battini) fa un passo indietro davanti agli ultimi sviluppi.  Battini, ribadita la voglia di tenere il 51% delle quote (entro pochi giorni l'accordo formale con Camilli), si muove su più fronti. Porta avanti il progetto della "Cittadella dello sport" (ne parliamo a fianco) e cerca nuovi alleati.  In particolare un amico imprenditore, probabilmente della Valdera, che sarà il nuovo sponsor. Questo personaggio, del quale Battini non intende ancora rivelare niente, si trova all'estero. Ma per la partita con il Como il suo marchio potrebbe essere sulle maglie nerazzurre.  Nel frattempo Sbrana, con cui Battini vorrebbe proseguire l'esperienza comune, sarebbe in contatto con imprenditori romani. Il tutto sembrerebbe attraverso Fabrizio Lucchesi. Sì, proprio quel Lucchesi, ex manager della Fiorentina e della Roma, che sarebbe anche nei piani della Terravision.  Cava, a questo punto, arretra: «Il mio compito - dice - era quello di far dialogare Camilli e Battini: una politica del fare per trovare un'alternativa. Ora però la situazione sta deteriorando, siamo ai veti incrociati e alle dietrologie. Ritengo di aver esaurito il mio ruolo e non ci sto a sentir dire in giro che tiro la volata a questo o a quell'altro. Ribadisco la mia totale stima per Battini: ora compia le sue scelte in piena autonomia, trovando comunque la mia porta sempre aperta».  E Battini replica così alla Nord: «Credo sia stato dimenticato quello che con la mia famiglia ho fatto per il Pisa, salvandolo per quattro volte dalla capitolazione. Tra l'altro credo che molti sportivi non sappiano che pagai alla società l'importo perduto per non aver impiegato gli under nello scorso campionato: qualora non lo avessi fatto non avremmo avuto più Pagliari, a rischio esonero».  «Ero in banca ieri - prosegue - per far fronte ai pagamenti di stipendi e contributi: un altro segnale tangibile agli scettici e denigratori sulla solidità societaria. Ora, appena le posizioni saranno formalmente concluse, verificherò tutte le possibilità per possibili parziali cessioni delle quote, con trasparenza».

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