Il Tirreno

Pisa

Benvenga ala, sorpresa parziale

L’esterno Benvenga in azione sulla fascia in una gara all’Arena
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L’esterno Benvenga in azione sulla fascia in una gara all’Arena

Pagliari vuole sulle fasce elementi molto versatili

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 PISA. La formazione anti-Pro Vercelli ha smentito parzialmente le previsioni della vigilia, ma rientra pienamente nell'universo calcistico di Dino Pagliari. La necessità di rimpiazzare Scampini, come era assodato, ha imposto il dirottamento di Favasuli in mezzo al campo. Il buco conseguentemente originato sulla fascia sinistra è stato colmato non da Tremolada, ma da Ilari, che spostato sulla sinistra ha generato, quasi per effetto domino, l'avanzamento di Benvenga come ala destra, il trasferimento di Ton in posizione di terzino sulla medesima fascia e infine l'inserimento di Bizzotto a riempire il vuoto rimasto in mezzo alla difesa. La mossa "Benvenga esterno alto" (per il giocatore non si tratta di una novità in carriera) rivela una necessità nel credo tattico di Pagliari: avere attaccanti che sappiano difendere e difensori bravi ad attaccare, in un gioco di sovrapposizioni che è l'anima del 4-4-2.  Il gioco delle coppie. Nel vocabolario del tecnico maceratese, mai due giocatori prettamente d'offesa sulla stessa corsia, almeno nella formazione titolare. Qualche rischio in più si corre solo a gara in corso, come è accaduto a Vercelli con l'innesto di Gatto al posto di Ton e l'arretramento di Benvenga. Quando il Pisa ha schierato i due fluidificanti Benvenga e Benedetti (contro Avellino e Foggia), il mister ha preferito collocare davanti ad essi elementi disposti a coprire, come Favasuli e Ilari. Invece, quando a Ferrara Pagliari ha scelto Tremolada e Nicastro per compensare sono stati selezionati due marcatori puri come Audel e Bizzotto, tenuti bloccati in retroguardia. Quindi l'accentramento di Favasuli implicava necessariamente la rinuncia o la riconversione di uno dei due difensori di spinta.  Teoria e pratica. Sovrapposizioni e coperture possono sembrare idee astratte, ma in realtà hanno avuto una realizzazione concreta e tangibile. A Vercelli due tra le occasioni più nitide sono capitate sui piedi di Benedetti, che si era sganciato dal quartetto difensivo, una volta fermato da un legno, un'altra dal portiere rivale.  Tremolada e soci. La lezione impartita ai giovani esterni sembra chiara: Tremolada, Gatto e Nicastro (appena si ristabilirà) potranno giocare dal primo minuto appena sapranno abbinare alle sguscianti iniziative offensive una maturità a tutto tondo, anche in fase difensiva. M.B.

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